Suárez, truffa sulla cittadinanza italiana. L’ira degli studenti dell’ateneo per stranieri di Perugia: «Ci dissociamo ancora una volta dalla nostra università»

Dalle indagini è emerso che gli argomenti dell’esame sostenuto dall’attaccante del Barcellona erano stati concordati e i punteggi assegnati prima dello svolgimento della prova. Il calciatore non risulta indagato. L’ateneo: «Trasparenti e corretti»

Uno scandalo che farà parlare il mondo del calcio, e che interessa da vicino il nostro Paese. La cittadinanza italiana di Luis Suárez, attaccante del Barcellona e della nazionale uruguaiana, sarebbe stata ottenuta con una truffa. A rivelarlo è un’inchiesta della Guardia di Finanza e della Procura di Perugia, con i militari delle Fiamme Gialle che oggi, 22 settembre, hanno acquisito documentazione nell’università del capoluogo umbro e notificato una serie di avvisi di garanzia.


Dalle indagini è emerso che gli argomenti dell’esame d’italiano sostenuto dall’attaccante blaugrana – accostato negli ultimi giorni anche alla Juventus – erano stati concordati e i punteggi assegnati prima ancora dello svolgimento della prova. La Guardia di Finanza di Perugia ha avviato acquisizioni di documenti presso gli uffici dell’Università per Stranieri. Notificate informazioni di garanzia per rivelazione di segreti d’ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e altro.

La rabbia degli studenti: «Se qualcuno ha infangato il nome della nostra università dovrà pagarne le conseguenze»

A seguito della notizia, gli studenti dell’Università per Stranieri di Perugia hanno voluto prendere nettamente le distanze dallo tsunami che ha travolto l’ateneo. «Ci dissociamo ancora una volta dalla condotta della nostra università, che dopo tutti questi mesi di mancato ascolto nei nostri confronti, e dopo le questioni mai del tutto chiarite emerse lo scorso anno, si pone nuovamente in una situazione di imbarazzo nel tentativo di farsi pubblicità con un calciatore di fama internazionale – si legge in una nota -. La comunità studentesca, che ci onoriamo di rappresentare, è arrabbiata, delusa, sconvolta da queste notizie».

«Come abbiamo già fatto – si legge ancora nel comunicato – intendiamo difendere l’istituzione e la parte sana del nostro Ateneo, ma chiediamo a gran voce chiarezza e giustizia. Se qualcuno ha infangato il nome della nostra università, svilendo così il nostro titolo di studio, dovrà pagarne le conseguenze e chiedere scusa a colleghi e studenti».

L’attaccante non è indagato

Nell’inchiesta sarebbero indagati – secondo indiscrezioni – i vertici di palazzo Gallenga. Non è indagato invece il calciatore. Non risultano coinvolti nemmeno persone dell’entourage dell’atleta. Da parte sua, l’ateneo ha voluto sottolineare «la correttezza e la trasparenza delle procedure seguite per l’esame sostenuto dal calciatore», confidando «che ciò emergerà con chiarezza al termine delle verifiche in corso». Quella emersa con le perquisizioni di oggi sarebbe comunque solo una parte dell’inchiesta in corso sulla quale stanno lavorando i magistrati di Perugia guidati dal procuratore Raffaele Cantone.

Suárez ha svolto l’esame in questione – necessario per l’ottenimento della cittadinanza – il 17 settembre scorso. Già in quell’occasione, qualcuno fece notare che la prova aveva avuto una durata sospetta. Tra loro, un giornalista di Reuters in Italia, che su Twitter aveva scritto: «Leggo che Suárez ha ottenuto il certificato B1 di conoscenza dell’italiano in mezz’ora. Per caso anch’io ho dato lo stesso esame ieri (per ottenere la cittadinanza). Dura 2 ore e 45 minuti. Farlo in mezz’ora è impossibile – anche per Dante, ma sicuramente per Suárez. Indignato».

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