Caso Suarez, il professore dell’esame: «Sapeva coniugare i verbi. Le domande? Sono tutte online». E sulla sudditanza con la Juve: «Tifo Roma»

Lorenzo Rocca, uno dei due docenti che ha certificato le conoscenze linguistiche del calciatore, è indagato, tra le varie cose, «per aver rivelato i contenuti della prova orale del 17 settembre». Ma lui si smarca dalle accuse: «Erano esempi di materiale d’esame disponibili online»

Tra gli indagati della vicenda che riguarda l’ex attaccante del Barcellona – adesso in forza all’Atletico Madrid, ma molto vicino alla Juventus nella sessione di calciomercato ancora in corso -, c’è Lorenzo Rocca, 48 anni, professore dell’Università per stranieri di Perugia. È stato uno dei due esaminatori che ha attestato le conoscenze di lingua italiana di Luis Suarez, dopo un esame che gli inquirenti della procura di Perugia hanno definito una «farsa».


Rocca è accusato di «aver rivelato i contenuti della prova orale del 17 settembre» all’entourage di Suarez e di aver sottoscritto il certificato «attestando falsamente di aver proceduto alla verifica della conoscenza della lingua italiana al livello B1, quando la verifica di tale conoscenza era fittizia». In un’ntervista a Repubblica, il docente sostiene da subito di essere «l’ultima ruota del carro» di questo affaire, ribadendo poi di aver fatto parte di «una commissione formata da due persone: Suarez lo abbiamo ascoltato in due».

Domande preconfezionate?

«Ma quale aiuto, ma quali risposte preconfezionate! Io non ho favorito nessuno – ripete Rocca, questa volta nelle dichiarazioni alla La Stampa -. Le uniche cose suggerite a Luis Suarez stanno sui moduli dell’università pubblicati online. Sono atti pubblici». Il materiale di cui si parla nelle intercettazioni, secondo la difesa del professore, farebbe parte di dispense pubbliche e online. Poi, tornando sul tema del certificato di esame pronto con la sufficienza già prima che Suarez avesse sostenuto la prova, Rocca afferma: «Non è vero che io ho anticipato il punteggio prima ancora di esaminare il ragazzo».

E allora perché la sua decisione di attribuire al calciatore il voto 3, come si sente dalle intercettazioni, era stata comunicata in anticipo a un’impiegata dell’ateneo? «Perché era l’unico modo per consentire al sistema informatico di generare il certificato – dichiara il docente -. Ci volevamo portare avanti con il lavoro. Cioè volevamo preparare in anticipo il certificato per non perdere tempo una volta sostenuto l’esame. Poiché immaginavamo assembramenti di giornalisti e curiosi, volevamo evitare di perdere tempo in mezzo alla calca delle persone e così ho detto di mettere tutti 3, cioè la sufficienza, giusto per avere pronto il certificato. Il voto poi avremmo potuto cambiarlo».

La sudditanza nei confronti della Juventus

Rocca, in entrambe le interviste ai quotidiani del gruppo Gedi, elude molte domande: «C’è un’inchiesta in corso – dice, e a proposito delle intercettazioni in cui si sente il personale universitario dire che Suarez non sappia coniugare i verbi -, quel riferimento al fatto che Suarez parlasse solo per verbi all’infinito non corrisponde a quello che abbiamo constatato. Non l’ho sentito solo con le mie orecchie: gli esaminatori sono sempre in due, e in due abbiamo sentito più volte il candidato coniugare correttamente i verbi».

Il professore descrive Suarez come un ragazzo tranquillo e sereno, tutt’altro che «sbruffone». «Non è uno che fa il vip – aggiunge – e ti guarda dall’alto in basso. Si è comportato con il massimo della serietà». E a proposito di una possibile sudditanza nei confronti della società bianconera, Rocca conclude: «Ma quale sudditanza psicologica! Io neanche tifo Juve, io sono della Roma».

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