Coronavirus, in Veneto quasi 1200 nuovi positivi in 48 ore. Zaia: «Siamo in guerra. Lavoriamo all’auto-diagnosi»

561 i nuovi positivi nelle ultime 24 ore con 7 decessi in più. Il governatore della Regione annuncia l’arrivo di test di autodiagnosi e poi aggiunge: «Non accetto tirate d’orecchie da nessuno»

Una guerra. Il governatore del Veneto Luca Zaia non sa come altro definire la situazione attuale dei contagi da Coronavirus sul territorio. Giorni difficili in cui la curva epidemica continua a crescere vertiginosamente. 561 nuovi casi nelle ultime 24 ore per un totale di 31.065 da inizio pandemia. Un bollettino regionale allarmante che ha visto in sole 48 ore un aumento di quasi 1.200 positivi. Nella difficile lotta al virus Zaia annuncia il ricorso a uno strumento che spera possa dare sostegno al piano di sanità pubblica.


«Il piano funzionerà se i cittadini potranno farsi l’autodiagnosi», ha detto a La Verità, «siamo in fase di sperimentazione e presto porremmo la questione». Quello di cui parla il presidente del Veneto è l’utilizzo di test di autodiagnosi, «certificati da enti internazionali», che permetteranno ai singoli cittadini di potersi auto monitorare e quindi di garantire un più rapido controllo della trasmissione.

Nelle 24 ore di pericoloso incremento si sono registrate anche nuove 7 vittime, senza contare l’ascesa del numero di isolamenti domiciliari (+344) e dei ricoveri ordinari con 325 persone ospedalizzate in tutto. Zaia fa poi riferimento alle 20 multinazionali che producono test rapidi « e soprattutto di autodiagnosi già testati e sperimentati», sottolineando la presenza in Italia di un ulteriore iter di verifica. «Noi siamo ancora fermi perché prendiamo il prodotto certificato dalla Fda negli Usa e ci mettiamo come il piccolo chimico a ricontrollare tutto».

Mentre la preoccupazione per la curva dei prossimi giorni sale, il presidente dichiara di non essere disposto a ricevere lezioni e «tirate d’orecchie» da nessuno. Il riferimento è alle restrizioni decisionali a cui il governo sta andando incontro riguardo proprio all’autonomia delle singole realtà territoriali. «Le regioni hanno sempre votato tutti i provvedimenti del governo, mai una che si sia rivolta al Tar» ha commentato, «dopo tutti questi mesi di grande collaborazione non ci meritiamo un atteggiamento del genere».

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