Troppi assembramenti: il Viminale chiede più controlli. Pronte le prime ordinanze

Domani è attesa la stretta dell’Emilia-Romagna. Bonaccini sente Speranza: «Servono provvedimenti regionali il più possibile concordati»

«Si rimane basiti ad assistere alla folla che ieri ha animato via del Corso e le vie del centro. Così come gli affollamenti sul litorale complice il bel tempo». Queste parole, a proposito dei recenti assembramenti a Roma, sono state pronunciate da Alessio D’Amato, assessore alla sanità della regione Lazio, zona gialla. Ma scene simili, nel fine settimana, sono arrivate da diverse città, da Napoli a Palermo, passando per Milano, quest’ultima al centro della zona rossa lombarda.


È questo il motivo che ha spinto il capo di Gabinetto del ministero dell’Interno Bruno Frattasi a inviare una circolare ai prefetti: l’invito è quello di organizzare controlli «più serrati», così da evitare la creazione di assembramenti. La circolare chiede di agire su due fronti: il primo il controllo del territorio, il secondo invece è la chiusura delle piazze e delle strade più frequentate dai cittadini. Nel documento si parla di chiusure parziali, che possono avvenire «attraverso un contingentamento degli accessi, secondo un principio di proporzionalità».

A Roma si pensa alla chiusura delle piazze

Su input del Viminale, si registrano i primi movimenti nei territori. La Regione Emilia-Romagna sta valutando di assumere, con un’ordinanza che probabilmente uscirà domani, nuove misure per evitare gli assembramenti. Lo ha annunciato il presidente della Regione Stefano Bonaccini, che ha sentito anche i presidenti del Veneto e del Friuli Venezia Giulia e il ministro Roberto Speranza «per arrivare a ordinanze regionali il più possibile concordate. L’obiettivo di tutti è quello di fermare il contagio e invertire la curva pandemica», ha detto Bonaccini.

Intanto a Roma il prefetto Matteo Piantedosi ha convocato una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Qui verrà fatto il punto sui dati dell’epidemia e si decideranno anche i provvedimenti da prendere dopo la circolare diffusa dal Viminale. Secondo fonti riportate dalla agenzia di stampa Ansa, sul tavolo c’è l’ipotesi di chiudere le piazze e le strade che di solito sono più frequentate.

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