Vaccino anti-Covid, il piano del governo per i medici: dalla formazione all’ipotesi obbligatorietà

di Redazione

Si teme una scarsa adesione, con ripercussioni sull’intera campagna vaccinale. Ministero della Salute e Iss al lavoro per sensibilizzare il personale sanitario

Il ministero della Salute e l’Istituto superiore di sanità (Iss) stanno mettendo a punto un piano di formazione per convincere il personale sanitario a vaccinarsi contro il Covid-19. Il timore nel governo, infatti, è che l’adesione di medici, infermieri e altri dipendenti del sistema sanitario – i primi a ricevere le dosi assieme agli ospiti delle Rsa – possa rivelarsi bassa. Con pesanti ripercussioni sull’intera campagna vaccinale. Al ministero e all’Iss si evidenzia infatti come, nel personale sanitario, la tendenza a vaccinarsi sia tutt’altro che elevata. Uno scenario da evitare, nel caso del vaccino anti-Covid, perché rischierebbe di alimentare tra i più scettici o gli indecisi il sospetto di scarsa fiducia dei medici nel vaccino.


Ecco allora che si sta mettendo a punto un piano speciale per la formazione a distanza degli operatori sanitari da parte del personale dell’Iss. Medici e infermieri verranno informati e sensibilizzati sulle caratteristiche del vaccino. Non solo. Saranno anche formati per la comunicazione ai pazienti, di modo che le informazioni arrivino alla popolazione nella maniera corretta. Nel caso in cui i dati sull’adesione del personale sanitario dovessero effettivamente rivelarsi insoddisfacenti, si potrebbe ricorrere all’obbligo di vaccinazione, scrive la Repubblica.

L’Oms: «L’obbligo di vaccinazione? Improbabile»

Anche in questo caso, l’obbligo resterebbe comunque circoscritto al personale sanitario e a poche altre categorie. Per il resto della popolazione il vaccino dovrebbe essere volontario, in Italia come negli altri Paesi: «Non prevediamo che nessun Paese renda le vaccinazioni obbligatorie», ha detto la direttrice dell’Oms per i vaccini di immunizzazione, Kate O’Brien. «Ci possono però essere alcune situazioni in cui le circostanze richiedano vivamente di essere vaccinati», ha aggiunto citando gli ospedali.

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