Scuola, Azzolina: «Il 7 si torna sui banchi, ci sono tutte le condizioni. In classe pochi focolai: merito anche dei banchi a rotelle»

di Redazione

Nel caso di una ripresa dei contagi, «se chiude la scuola, chiude tutto il resto», ha tuonato la ministra. Duro l’affondo nei confronti dell’esecutivo e dell’opposizione: «Non penso sulla scuola ci possa essere una battaglia politica, la scuola è il futuro del Paese»

«Il 7 si ritorna a scuola, la data è confermata, e si porta dietro un enorme lavoro fatto con i prefetti e tutti gli attori, ritornano in classe 5 milioni di studenti del primo ciclo mentre l’11 gennaio il governo ha autorizzato l’ingresso anche per le superiori per una percentuale pari al 50%». Lucia Azzolina non arretra di un passo e snocciola i risultati della sua battaglia in un’intervista a Rai News24. «Si è deciso l’11 gennaio» per il rientro in presenza dei ragazzi delle superiori «perché nel fine settimana si aspettano i monitoraggi rispetto agli indici regionali», ha spiegato la ministra dell’Istruzione parlando della ripresa scolastica dopo mesi di stop dovuti alla seconda ondata di contagi da Coronavirus.


Le Regioni hanno «la competenza di assumere determinate decisioni, lo devono fare nel pieno della responsabilità», ha riconosciuto la ministra. «I dati dell’Iss sono molto buoni e in linea con la letteratura, gli studi fatti e le ricerche europee e questo ci conforta ed è dovuto anche al grande lavoro fatto con la comunità scolastica e grazie al rigoroso rispetto delle regole da parte dei giovanissimi – ha sottolineato Azzolina -. È evidente a tutti che la mancata scuola in presenza favorisce certe problematicità non perché la dad non sia fatta bene ma perché la didattica in presenza è altro».


La ministra è tornata poi a evidenziare che in ambiente scolastico si sono registrati pochi focolai da inizio pandemia: «Se le ricerche ci dicono che nella scuola c’è stato solo il 2 per cento dei focolai, forse è anche merito dei nuovi banchi, oltre che delle altre misure, che hanno permesso il distanziamento – ha detto Azzolina -. Ringrazio il commissario Arcuri per il lavoro fatto: ottenere 2,4 milioni di banchi in pochi mesi è un risultato eccezionale». Duro, poi, l’affondo nei confronti dell’esecutivo e dell’opposizione: «Non penso sulla scuola ci possa essere una battaglia politica, la scuola è il futuro del Paese. La scuola deve essere interesse di tutti, fare bene per i nostri ragazzi».

Ritorno a scuola: «Ce lo chiedono i ragazzi»

La ministra ha spiegato che, secondo il piano originale, le scuole superiori dovevano riaprire a dicembre, salvo poi essere slittato tutto di un mese. «Si è fatto un enorme lavoro con i prefetti che sono stati eccezionali», ha dichiarato. Ora, comunque, la ripresa avverrà in sicurezza perché il governo ha lavorato anche «sul trasporto pubblico». Ci sono tutte le condizioni per riportare gli studenti a scuola l’11 gennaio». La scuola «è vita, amicizia, sorrisi, emozioni: il ritorno a scuola l’11 porrà fine a una serie di criticità. I ragazzi vogliono tornare a scuola, ce lo stanno gridando, hanno il diritto di tornare; non può essere la politica e neppure la pandemia a sottrarre loro tutto questo», ha detto Azzolina.

«Se chiude la scuola, chiude tutto il resto»

«Se si hanno contagi altissimi posso anche capire, ma allora se si chiude la scuola si deve chiudere tutto il resto, anzi la scuola dovrebbe essere l’ultima a chiudere – ha tuonato la ministra -. Se i contagi non sono alti, e ne abbiamo territori così, la scuola deve restare aperta: decisioni diverse non sarebbero comprese; la scuola ha un ruolo fondamentale, parliamo del futuro delle giovani generazioni che devono essere nel cuore delle istituzioni», ha concluso Azzolina.

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