Coronavirus, la serrata della Francia per rallentare il contagio: nessuna riapertura a gennaio

Anche gli impianti di risalita, dei quali si era discusso animatamente a dicembre, vedranno prorogato il divieto di messa in funzione

Il Coronavirus continua a diffondersi ad alta velocità in Francia. Nel giorno in cui sono stati individuati due cluster di varianti Covid, uno in Bretagna e l’altro nell’Île-de-France, il capo del governo francese Jean Castex è intervenuto in conferenza stampa per annunciare nuove restrizioni. O meglio, la proroga di quelle già in vigore: «La situazione è lungi dall’essere tornata alla normalità e resta fragile».



«Il livello di contaminazione nel nostro Paese – ha continuato il primo ministro – reste elevato. Anzi, tende ad aumentare dalla metà di dicembre». Per questa ragione, il governo ha deciso di prolungare «almeno fino a fine gennaio» l’inattività degli esercizi commerciali che sono attualmente chiusi. La decisione spazza via l’annuncio che il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, fece a fine novembre, in cui ipotizzò una riapertura delle attività commerciali il 20 gennaio.

Resteranno con le saracinesche abbassate, almeno per le prossime tre settimane, bar, ristoranti, cinema, musei e palestre. Inoltre, per le attività di ristorazione, le restrizioni sono ancora più dure: chiuse da ottobre, «la prospettiva di una riapertura è rinviata almeno a metà febbraio». Per tutto il mese di gennaio, non potranno essere messi in funzione nemmeno gli impianti di risalita, strutture per le quali, lo scorso dicembre, la polemica da parte degli esercenti fu molto animata.

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