Le nostre 25 domande flash a Michelangelo Pistoletto, l’artista contemporaneo biellese che ha creato il terzo paradiso

di Redazione

Michelangelo Pistoletto, uno dei più grandi artisti viventi, è protagonista della corrente dell’Arte Povera: un’arte che mira a tornare a tecniche semplici per diffondere concetti importanti e complessi. «Per me l’arte contemporanea è nata negli anni Cinquanta perché l’ho conosciuta allora. In quel periodo nasce la massima autonomia dell’artista, che smette di rappresentare tutto quello che era religioso, politico, culturale, per concentrarsi sull’espressione individuale, personale, soggettiva», mi spiega Pistoletto.


Abbiamo fatto a Pistoletto le nostre canoniche 25 domande, ma questa volta davanti a uno specchio come se le facesse a se stesso. Pistoletto lavora con gli specchi da quando ha iniziato a fare arte. Mi spiega: «L’unico modo per conoscersi è guardarsi nello specchio. Se non ci si guarda nello specchio non ci si conosce: l’autoritratto è il luogo della ricerca dell’identità. Non vedo solo me nello specchio, ma è grazie allo specchio che mi vedo. E contemporaneamente vedo il mondo e lo specchio stesso. E’ così che è iniziato il mio percorso – attraverso l’arte – verso uno sguardo attivo della società».

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