Coronavirus, in Veneto 57 decessi in 24 ore. Zaia: «Tra due giorni il piano per le scuole, sarà innovativo»

I nuovi casi sono 629. Il numero complessivo delle vittime sale a 9.103

Diminuisce in Veneto il numero di vittime per Covid-19, nelle ultime 24 ore sono state 57 a fronte dei 76 decessi registrati ieri. Il numero complessivo dei decessi da inizio pandemia sale a 9.103. I nuovi contagi aumentano di poche unità: oggi +629 (ieri +621) con l’1,61% di incidenza dei positivi sui tamponi fatti. A proposito dei tamponi, arrivano a quota 3 milioni 779 mila i test molecolari eseguiti in totale e a 2 milioni 668 mila i test rapidi. Sui ricoveri le cose non sembrano migliorare: 2.069 i ricoveri totali (il 31 marzo, nella punta massima, erano 2.068), di cui 211 in terapia intensiva e 1.858 in area non critica.


Parlando dei dati degli ultimi giorni, il presidente di Regione Luca Zaia ha commentato: «Abbiamo iniziato le restrizioni il 24 dicembre, con 10 giorni di ‘rosso’ e i restanti ‘arancione’. La curva dell’infezione ha toccato il picco a dicembre, e dal primo gennaio inizia a crollare; è improbabile che sia causata da una restrizione di 15 giorni prima. L’ospedalizzazione ha fatto sostanzialmente un’inversione, a condizioni inalterate; non voglio dire che sia escluso che le restrizioni servano, però è innegabile che la nostra curva ha iniziato a calare dopo sette giorni».

«Tra due giorni presenteremo il nuovo piano di sanità pubblica per le scuole» ha annunciato Zaia, definendo il progetto come «del tutto innovativo, con screening avanzati che coinvolgeranno tutti i componenti degli istituti». Un progetto che, secondo quanto riferisce il presidente, troverà terreno fertile sul territorio grazie ad una «circolazione del virus molto più basso». «Il rischio che ci siano cluster scolastici è basso. L’aver procrastinato di un mese l’apertura delle scuole ci ha aiutato», ha continuato Zaia.

L’obiettivo principale sarà quello di riportare gradualmente il maggior numero di studenti in aula: «Proseguiremo a step e dopo due settimane cercheremo di aumentare la presenza, con un’azione di avvicinamento alle quote massime anche grazie all’accordo con le aziende di trasporto». Infine i ringraziamenti agli studenti: «I 700 mila ragazzi delle scuole hanno fatto un grande lavoro sul fronte del rispetto delle regole e questo pagherà nella riduzione dell’infezione».

«Mondiali di sci a porte chiuse, nessuna ordinanza per i bar ma massima prudenza»

Il presidente del Veneto ha poi parlato dei mondiali di sci che cominceranno il prossimo 8 febbraio, e si svolgeranno a porte chiuse. «Invito i cittadini a fare attenzione ad ogni forma di assembramento. Non ho firmato ordinanze per i bar e per gli spritz ma spero nella responsabilità di tutti». Nonostante la permanenza della Regione in zona gialla, il presidente Zaia ribadisce la delicatezza del momento. «I criteri di valutazione per le fasce si baseranno anche sugli scenari e quindi saranno ancora più severi, il buon senso è fondamentale». Sul fronte dei vaccini, inizieranno dal 15 febbraio le somministrazioni degli over 80.

«L’Europa ci mette in rosso? Noi rispondiamo con le vaccinazioni»

«All’Europa che ci mette in zona rossa noi rispondiamo con le vaccinazioni e col fatto di tranquillizzare i turisti che potranno venire» ha aggiunto Zaia interrogato sulla situazione della campagna vaccinale in Regione. Sulla scia di quanto annunciato anche nella precedente conferenza stampa, il presidente ha ribadito «l’azione di scouting sui vaccini da poter acquistare sul mercato». Poi l’invito al rispetto delle priorità sui vaccini: «Si parla di un 14% di persone in Italia di persone che hanno saltato la fila delle vaccinazioni, un dato che se venisse confermato, sarebbe davvero alto» ha detto Zaia, «noi non abbiamo avuto di questi problemi, questo significa che in alcune Regioni il fenomeno ha preso più piede».

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