Coronavirus, i numeri in chiaro. Sebastiani: «In un mese oltre 40 volte i decessi di Amatrice e L’Aquila. Vaccini a pieno ritmo? Teniamo i piedi per terra»

Il matematico del Cnr: «Servono mini lockdown a cadenza regolare, per salvarci dal punto di vista sanitario ma anche economico»

In Italia secondo il bollettino diffuso dalla Protezione Civile e dal Ministero della Salute sono 270 i decessi da Coronavirus registrati nelle ultime 24 ore. Ieri, 6 febbraio, erano stati 385. Il totale delle vittime dall’inizio della pandemia si attesta così a 91.173. Sono invece 11.641 i nuovi casi positivi registrati nell’ultima giornata. Ieri i casi di positività si attestavano a +13.442. Il totale dei casi dall’inizio dell’emergenza sanitaria sale a quota 2.636.738 unità.


«Negli ultimi 30 giorni abbiamo avuto lo stesso numero di morti che avremmo registrato con 22 terremoti de L’Aquila e con 22 ad Amatrice. Il dato è veramente sconfortante», spiega il matematico del Cnr Giovanni Sebastiani. La ricetta, per adesso, «è stringere la cinghia il più possibile – come mini lockdown a cadenza regolare – per salvarci dal punto di vista sanitario ma anche economico. Aspettare significa che poi, quando arriveranno nuovi restringimenti, dureranno di più».

Sulla campagna vaccinale, che secondo il commissario straordinario Domenico Arcuri ora procede «a pieno ritmo», Sebastiani è scettico. «Rimarrei coi piedi per terra – dice -, alla luce dei ritardi che abbiamo. Non farei previsioni perché è facile fallirle: le case farmaceutiche mantengono il monopolio della produzione, per cui non si possono fare troppi calcoli. Agiamo per ridurre la mortalità, mettiamo in sicurezza le categorie più fragili, tramite la riduzione della circolazione del virus».

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