Vaccini, verso l’ok ad AstraZeneca fino ai 65 anni. Agli esperti dell’Aifa l’ultima parola

Il ministro Speranza ha sollecitato l’Agenzia italiana del Farmaco a «fare ogni verifica sul piano scientifico per capire se c’è la possibilità di ampliare il limite dell’età per velocizzare le vaccinazioni»

L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) apre alla possibilità di somministrare il vaccino anti Covid-19 di AstraZeneca anche alle persone tra i 55 e i 65 anni d’età, dopo che gli esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) hanno raccomandato la formula anche per le persone più anziane. La linea è stata definita nel pomeriggio di oggi, 16 febbraio, a margine della riunione degli esperti del ministero della Salute, dell’Aifa stessa e dei rappresentanti delle Regioni. La decisione, tuttavia, non è ancora definitiva: sarà infatti necessaria un’ulteriore valutazione della Commissione tecnico scientifica dell’Aifa. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, avrebbe infatti richiesto all’Aifa di «fare ogni verifica sul piano scientifico e sulla base di evidenze, per capire se c’è la possibilità di ampliare il limite dell’età: tale decisione aiuterebbe a velocizzare la campagna vaccinale».


Vaccino raccomandato anche contro le varianti

AstraZeneca ha fatto sapere di aver ottenuto dall’Oms l’approvazione per l’uso di emergenza in individui di età pari o superiore a 18 anni, compresi gli over 65. L’uso di emergenza consente la somministrazione di due dosi del vaccino in un intervallo di tempo che va dalle quattro alle 12 settimane. Negli studi clinici, secondo l’azienda, questo regime «si è dimostrato sicuro ed efficace nella prevenzione del Covid-19 sintomatico, senza casi gravi e senza ricoveri oltre 14 giorni dopo la seconda dose». Gli esperti dell’Oms hanno raccomandato un intervallo di somministrazione da otto a 12 settimane. E hanno raccomandato l’uso del vaccino anche nei Paesi in cui sono prevalenti nuove varianti Covid, inclusa quella sudafricana.

L’apertura di Palù (Aifa)

Il direttore generale dell’Aifa, Giorgio Palù, ha anticipato la possibilità di autorizzare AstraZeneca per gli over 55 a Uno Mattina: «Probabilmente gli inglesi che lo hanno sperimentato ritardando la seconda somministrazione dalle otto alle 12 settimane hanno trovato che questi soggetti erano protetti, che potevano coprire una maggior parte della popolazione. Quindi probabilmente anche noi rivaluteremo se occorre questo suggerimento, che era derivato, né più né meno, dagli studi clinici di validazione».

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