L’ex calciatore tedesco Lahm: «Non fate mai coming out con i compagni di squadra»

Nella sua biografia, l’ex terzino del Bayern Monaco ha parlato dei problemi nel mondo del calcio per gli omosessuali. Mentre la rivista «11 Freunde» ha dedicato la sua copertina alle difficoltà per gli sportivi di fare coming out

Pochi giorni fa, l’ex capitano della nazionale di calcio tedesca, che con la Germania aveva alzato la coppa ai mondiali del 2014, ha presentato la sua biografia. Nel libro Das Spiel. Die Welt des Fussbals, Philipp Lahm, racconta della sua vita da calciatore. Ma non solo. Ad aver aperto una polemica in Germania sono state le affermazioni contenute nel libro sul coming out nel mondo del calcio. «Se qualcuno avesse in mente di farlo e dovesse chiedermi consiglio, gli suggerirei di consultarsi con una persona di fiducia e fare onestamente i conti con sé stesso, su quali siano i veri motivi per questo passo. Ma non gli consiglierei mai di parlare di questo tema con i suoi compagni di squadra», ha scritto Lahm.


Fare coming out nel mondo del calcio continua infatti a essere un tabù, soprattutto nelle squadre maschili. «Dovrebbe mettere in conto che in molti stadi verrebbe fatto oggetto di insulti, offese e frasi diffamatorie: chi lo sopporterebbe e quanto a lungo? Mi sembra che attualmente nella Bundesliga (la seria A tedesca, ndr) ci siano poche chance di osare con successo un passo simile e uscirne senza danni personali». Parole che hanno scatenato molte reazioni, seppur tese a mostrare empatia verso i giocatori omosessuali e le difficoltà di aprirsi in un mondo ancora chiuso alla comunità Lgbtq+.

In particolare, le frasi di Lahm sono arrivate negli stessi giorni in cui il magazine 11 Freunde ha dedicato la sua copertina – con il titolo Potete contare su di noi – al coming out nel mondo dello sport, pubblicando l’appello e il sostegno di 800 calciatori e calciatrici ai colleghi e colleghe che decidano di fare coming out. Una copertina che, insieme alle frasi di Lahm, ha aperto una frattura nel mondo del calcio visto che tra i calciatori che si sono fatti avanti per difendere i compagni non ci sono giocatori del Bayern Monaco. E neanche la stessa società di calcio tedesca ha sottoscritto l’appello, come invece fatto dallo Schalke 04, dal Borussia Dortmund e dal Wolfsburg.

In occasione dell’uscita del numero dedicato al coming out, 11 Freunde ha anche ricordato il caso di Justin Fashanu. L’ex giocatore inglese era stato nell’ottobre 1990, il primo calciatore professionista ad annunciare pubblicamente di essere gay. Otto anni dopo, nel 1998, si suicidò. Nella sua lettera di addio scrisse: «Essere gay e anche un personaggio pubblico è difficile».

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