«Attanasio e Iacovacci portati nella foresta e uccisi»: la ricostruzione delle autorità sull’attentato in Congo

Il governo di Kinshasa punta il dito contro le Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda. Nell’attacco sono state sequestrate tre persone. La Farnesina chiede un report dettagliato all’Onu

L’ambasciatore italiano Luca Attanasio e un carabiniere di 30 anni, Vittorio Iacovacci, sono morti in seguito a un assalto a un convoglio Onu vicino a Goma, nella Repubblica Democratica del Congo. Con loro ha perso la vita l’autista che li accompagnava. I responsabili, secondo fonti inquirenti, sarebbero uomini delle Forze Democratiche per la liberazione del Ruanda, contro cui il governo congolese ha puntato il dito in un comunicato pubblicato nel pomeriggio. Il Fdlr-Foca è il principale gruppo residuo di ribelli ruandesi di etnia Hutu. Secondo quanto riportato dal ministero dell’Interno di Kinshasa, tre persone sono state rapite nel corso dell’agguato. Una quarta persona è stata ritrovata.


Le dinamiche dell’attentato

Secondo una prima ricostruzione delle fonti di polizia locali, al vaglio degli inquirenti italiani, il commando di 6 persone avrebbe prima attaccato il convoglio e ucciso l’autista. Gli assalitori avrebbero quindi condotto gli altri nella foresta e, proprio mentre stavano arrivando delle forze locali in soccorso, avrebbero sparato al carabiniere, circostanza nella quale anche l’ambasciatore è morto.

L’auto crivellata dopo l’attacco

«L’attacco ha avuto luogo circa 15 km a nord della città di Goma, in pieno parco dei Virunga», scrive Actualite.cd. «La zona è ritenuta pericolosa a causa della presenza in particolare dei ribelli della Forze democratiche per la liberazione del Ruanda (Fdlr) che tendono imboscate sulla RN4 a partire dal parco». Sono molti i gruppi armati che operano nella zona dei monti Virunga, fra Congo, Ruanda e Uganda, e spesso prendono di mira i ranger del parco.

In particolare le Fdlr, secondo il Counter Terrorism Center, sarebbero responsabili di una dozzina di attentati terroristici commessi nel 2009, costati la vita a centinaia di persone nel Congo orientale. In seguito all’azione dell’esercito congolese e dei ranger dell’Istituto Congolese per la Conservazione della Natura (Iccn), a partire dal 2010 le Fdlr hanno rimodulato le loro attività preferendo quelle che vengono definite “azioni a bassa intensità”, ma con un’alta resa, specie in termini finanziari. Una nuova strategia che ha raggiunto forse il suo punto massimo nel 2018 quando furono rapiti due turisti inglesi, sempre nel parco nazionale di Virunga, rilasciati dopo due giorni. Nell’aprile del 2020 una sessantina di membri del Fdlr-Foca hanno attaccato una pattuglia dell’Iccn provocando 17 morti, di cui 12 ranger.

Il cordoglio della Farnesina

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha appreso la notizia del decesso mentre era al Cae di Bruxelles. Ha manifestato «immenso dolore» per l’accaduto. La nota della Farnesina:

È con profondo dolore che la Farnesina conferma il decesso, oggi a Goma, dell’Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Democratica del Congo Luca Attanasio e di un militare dell’Arma dei Carabinieri. L’ambasciatore ed il militare stavano viaggiando a bordo di una autovettura in un convoglio della MONUSCO, la missione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo.

L’ambasciatore Luca Attanasio subito prima della partenza

La Procura di Roma avvia un’indagine

La Farnesina ha chiesto all’Onu di fornire quanto prima un report dettagliato sull’attacco. L’ambasciatore Attanasio – a quanto si apprende – si trovava sul luogo dove è avvenuto l’attacco su invito del World Food Programme, agenzia delle Nazioni Unite. A Roma, intanto, la Procura ha aperto un fascicolo di indagine in relazione alla morte di Attanasio e Iacovacci. Nel procedimento, coordinato dal procuratore capo Michele Prestipino, si procede per sequestro di persona con finalità di terrorismo. I magistrati capitolini, che hanno competenza per i reati commessi all’estero e che hanno come vittime cittadini italiani, hanno delegato le indagini ai carabinieri del Ros.

Il tweet del Quirinale

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