I numeri in chiaro, Pregliasco: «Dobbiamo spingere le persone a vaccinarsi: è l’unico modo per uscire anche dalla crisi economica» – Il video

Per il direttore sanitario dell’istituto Galeazzi di Milano, «quello che preoccupa è l’impatto che avranno le varianti. Il nuovo Dpcm va nella direzione del non abbassare la guardia»

Nelle ultime 24 ore il tasso di positività in Italia è salito al 5,6%, contro il 5,4% del giorno precedente. Oggi, i nuovi casi registrati sono stati 9.630, in calo rispetto ai 13.452 del giorno prima, ma in linea con l’andamento consueto dei lunedì. «Come ogni lunedì – commenta a Open il virologo Fabrizio Pregliasco – vediamo l’effetto weekend, meno tamponi e meno casi».


Le zone rosse

Nonostante l’aumento del tasso di positività, «quello che abbiamo davanti è un andamento costante, con qualche ondulazione giornaliera, e con il numero delle vittime che è sceso sotto la soglia psicologica delle 300», osserva il direttore sanitario dell’istituto Galeazzi di Milano. «Quello che preoccupa – aggiunge – è valutare che impatto avranno le varianti. Possiamo però dire che le previsioni dei prossimi giorni sono in netto peggioramento. Ma la speranza è che l’organizzazione delle zone rosse possa servire a spegnere questi focolai».

Il nuovo Dpcm, che limiterà le visite ad amici e parenti in zona rossa, e prorogherà lo stop agli spostamenti tra le Regioni, «contiene elementi importanti che rappresentano un’esigenza rispetto al non abbassare la guardia. È chiaro che molti continuano a soffrire. Penso a tutta quella parte di persone che sono costrette a non lavorare. E bisogna ringraziarle perché stanno soffrendo per il bene comune al di là delle loro giustificate rimostranze».

La campagna vaccinale

E per uscire da questa crisi, sociale ed economica, l’unico «modo oggettivo – osserva Pregliasco – è quello della vaccinazione». A oggi sono circa 1 milione e 300 mila le persone che hanno ricevuto anche la seconda dose: «La campagna vaccinale è iniziata a rilento, sicuramente è un impegno non da poco. Ora è il momento di buttare la palla avanti rispetto ad obiettivi sfidanti. Speriamo che le difficoltà incontrate nelle forniture siano risolte e speriamo nella gran voglia delle persone di vaccinarsi così da ridurre il dolore, la sofferenza i costi sanitari».

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