L’Austria spacca l’Ue sui vaccini, Kurz: «Faremo da soli, l’Ema è lenta». Verso un accordo per produrre con Israele

L’Austria non guarda più a Bruxelles, ma a Israele, per stringere un’alleanza sulla produzione dei farmaci biologici anti-Covid. Coinvolta anche la Danimarca nel progetto

Sebastian Kurz sta per partire in viaggio verso Israele, ma prima vuole incontrare i rappresentanti delle principali società farmaceutiche austriache. Lo scopo della visita nel Paese mediorientale, esempio mondiale per l’efficienza nella campagna vaccinale contro il Coronavirus, è chiaro: consolidare un rapporto privilegiato in ambito sanitario. «In futuro non faremo più affidamento sull’Ue – per quanto riguarda i vaccini – e, insieme a Israele, nei prossimi anni produrremo dosi di vaccino di seconda generazione per ulteriori mutazioni del coronavirus e lavoreremo insieme alla ricerca di opzioni di trattamento», ha dichiarato il cancelliere austriaco in una nota diffusa dall’Austria Presse Agentur.


Kurz: «Il fabbisogno della sola Austria è stimato a circa 30 milioni di dosi di vaccino»

Tra oggi, 2 marzo, e domani, Kurz preparerà un portfolio di informazioni sui vaccini: «Il fabbisogno della sola Austria è stimato a circa 30 milioni di dosi di vaccino», ha detto. Poi, giovedì 4 marzo, atterrerà in Israele. Il cancelliere austriaco sta portando avanti gli interessi dei cosiddetti first mover, ovvero un eclettico gruppo di Nazioni che si è mossa autonomamente rispetto alle grandi organizzazioni internazionali per anticipare la linea sulle vaccinazioni. L’alleanza comprende cinque Paesi europei, Austria, Danimarca, Norvegia, Grecia e Repubblica Ceca, più Israele, Singapore, Australia e Nuova Zelanda. Proprio ieri, primo marzo, il premier della Repubblica Ceca, Andrej Babis ha ventilato la possibilità di muoversi in autonomia rispetto alle istituzioni europee: «Potremmo procedere con il vaccino russo – Sputnik V – anche senza l’autorizzazione di Ema».

Netanyahu ha confermato che Israele, Austria e Danimarca stanno stringendo un’alleanza nel campo sanitario

Tornando all’Austria, non ci sarebbe nessuna pulsione anti-europeista alla base delle dichiarazioni di Kurz: l’approccio dell’Ue, dice, «è stato fondamentalmente corretto, ma l’Ema è troppo lenta con le approvazioni dei vaccini e ci sono rallentamenti nelle consegne da parte delle aziende farmaceutiche». Quindi, l’obiettivo per Kurz è «prepararci a ulteriori mutazioni e non fare più solo affidamento sull’Ue per produrre vaccini di seconda generazione». Anche dal lato israeliano, il premier Benjamin Netanyahu ha confermato che il suo Paese, l’Austria e anche la Danimarca stanno stringendo un’alleanza nel campo sanitario: secondo Reuters, Netanyahu parlerà a stretto giro con i due omologhi europei di «una collaborazione sulla produzione di vaccini».

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