In Piemonte scuole chiuse dall’8 marzo, in classe solo fino alla prima media. Scatta la zona rossa in altri 14 Comuni

Ma venerdì potrebbero essere decise ulteriori chiusure per gli ordini e gradi inferiori. Il governatore Cirio plaude al nuovo Dpcm targato Draghi

Il Piemonte si avvia verso la chiusura di quasi tutte le scuole a partire dall’8 marzo per almeno 15 giorni, a causa del peggioramento dell’epidemia da Coronavirus. Dopo un incontro tra il governatore Alberto Cirio, i prefetti e i sindaci si è deciso infatti che da lunedì prossimo marzo l’attività didattica di seconde e terze medie e delle scuole superiori si svolgerà in Dad al 100%. Mentre venerdì 5 marzo, alla luce dei dati degli oltre 30 distretti sanitari del Piemonte, la Regione estenderà la Dad anche per gli ordini e gradi scolastici inferiori nelle aree dove l’incidenza dei contagi supera la soglia d’allerta o dove ricorrono le altre condizioni stabilite dal nuovo Dpcm firmato dal premier Mario Draghi. In zona rossa la chiusura è automatica. In zona arancione o gialla, i criteri che i governatori possono prendere in considerazione sono tre:


  • più di 250 contagi ogni 100 mila abitanti nell’arco di 7 giorni
  • presenza certificata di casi da variante con azioni restrittive già attuate
  • eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico

Secondo la stessa Regione Piemonte, fino al monitoraggio fatto venerdì scorso l’epidemia «mostrava un lieve incremento ma era tutto sotto controllo. Negli ultimi giorni si sta registrando un incremento importante che non possiamo non analizzare». I dati dei contagi nelle scuole sono in aumento, ma in Piemonte sono ancora lontani da quelli toccati tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre: il 1° marzo sono stati registrati 113 casi e il giorno successivo 186, contro i 352 del 30 ottobre e i 429 del 6 novembre.

Altri 14 Comuni in lockdown: sono collegati al focolaio di Cavour

Intanto, dalla serata del 3 marzo e fino a tutto il 12 marzo, un’ordinanza del governatore Cirio trasforma in zona rossa altri 14 Comuni collegati al focolaio di Cavour: Barge, Bagnolo Piemonte, Crissolo, Envie, Paesana, Gambasca, Revello, Martiniana Po, Oncino, Ostana, Rifreddo, Sanfront in Valle Po (Cuneo) e Bricherasio e Scalenghe (Torino). In tali località è sospesa l’attività didattica nelle scuole di ogni ordine e grado ed è disposta la didattica a distanza per gli studenti che vivono nell’area, ma frequentano le lezioni in altri centri non inseriti in zona rossa. I lockdown in tutta la regione salgono così a 22. Questi centri si aggiungono infatti a Cavour e ai sette Comuni nel Verbano-Cusio-Ossola (Re, Craveggia, Villette, Toceno, Malesco, Santa Maria Maggiore, Druogno) già zona rossa da qualche giorno.

Cirio ha dichiarato:

Ho commissionato ieri notte uno studio che mi sarà presentato fra poco dal nostro dipartimento dell’Unità di crisi e che, Comune per Comune, verifica l’eventuale esistenza di uno dei tre presupposti indicati dal Cts. Se ce ne sarà uno dei tre, in automatico le scuole chiuderanno sulla base di quello che ha deciso ieri il governo. Per la prima volta il Cts ha detto al di sopra di quale valore le scuole diventano pericolose. Oggi è la giornata in cui si fanno le valutazioni tecniche per ogni Comune per verificare se sussiste uno dei tre casi.

Il governatore ha inoltre approvato la linea del nuovo governo sulla scuola «perché è su basi scientifiche  e perché è innanzitutto preventiva». Poi ha aggiunto: «Mi piace il coinvolgimento delle Regioni. Non siamo più solo un organismo che viene sentito, ma la Conferenza delle Regioni è un organismo che viene anche ascoltato, cioè che può fare le proprie istanze e segnalazioni».

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