La rivolta dei piccoli investitori nei mercati finanziari, dopo Gamestop tocca a Bank of Japan: cosa è successo

La rete, i social, le community di giovani che conquistano le grandi piazze finanziarie: il 2021 sarà ricordato da chi segue gli andamenti dei mercati come l’anno in cui piccoli investitori si organizzano sui forum online e riescono a interrompere la speculazione sul fallimento di una società quotata. È il caso di GameStop, il più grande rivenditore di videogiochi nuovi e usati nel mondo: il 14 gennaio, un’azione della società veniva scambiata per 39,91 dollari, il 28 gennaio, dopo appena due settimane, il valore si attestava a 460 dollari. Un mese più tardi, della stessa operazione sembra giovarne la Bank of Japan: quali sono le differenze e le analogie di queste due vicende?


I millennial trader si prendono i mercati

Per quanto riguarda GameStop, la pioggia di acquisti è stata innescata dai forum su Reddit, il social più vecchio del web. Mentre alcuni grandi fondi speculativi stavano puntando sullo short selling delle azioni, che comporta un guadagno per gli investitori se il titolo perde valore, gli utenti del forum WallSteetBets si sono organizzati per acquistare in massa le azioni di GameStop: agendo in contemporanea, hanno fatto schizzare il valore della società causando perdite ingenti a grossi fondi di investimento. Tanti, singoli millennial trader hanno inflitto almeno due lezioni al mercato.

La prima è che la capacità dei social di creare reti può mettere in difficoltà hedge fund con portafogli miliardari. La seconda, forse più importante, è che speculare sul fallimento di società in sofferenza è una pratica lecita, ma poco etica, e che singoli trader riunitisi online possono agire per far saltare queste operazioni causando perdite a chi le intenta. Dopo la risonanza mediatica del caso GameStop, durante il mese di febbraio sono state molteplici le operazioni di questo tipo. Una, in particolare, ha suscitato le attenzioni dei più: quella che riguarda la Bank of Japan, abbreviata spesso con l’acronimo BoJ.

Differenze e analogie tra GameStop e BoJ

La prima grande differenza è che, nel caso della BoJ, stiamo parlando di una banca centrale e non di una società normale, la quale non può convivere con un patrimonio netto negativo. Ed è anche una particolarità il fatto che le azioni di una banca centrale siano quotate in borsa. Premesso ciò, anche i piccoli investitori retail dall’altro lato dell’oceano si sono organizzati sui social – in questo caso si sono registrate moltissime interazioni su Twitter – per fare pump sul prezzo delle azioni. Il risultato? Il titolo, quotato a Tokyo, nei primi due giorni di marzo ha registrato una variazione percentuale positiva del 42,8%, arrivando a quota 40 mila yen.

Tuttavia, chi ritiene che dietro all’operazione ci sia un’azione politica per intervenire sulle scelte della banca sbaglia: i titoli quotati non danno diritto di voto ai possidenti. Inoltre, gli investimenti sulla BoJ hanno sorpreso tutti: il ritorno economico dell’operazione non può essere intravisto nei dividendi erogati agli azionati, essendo molto limitati quelli della banca centrale. E allora, come spiegato da Tomoichiro Kubota, analista di mercato senior presso Matsui Securities Co, semplicemente i trader saranno interessati al titolo finché «il prezzo delle azioni continuerà a salire e ci saranno acquirenti».

E anche per GameStop è stato così: «In fondo non abbiamo fatto nulla di strano. Sapevamo che c’era una pressione di acquisto sui titoli di GameStop che a un certo punto avrebbe dovuto essere soddisfatta. Abbiamo acquistato le azioni in anticipo e così il titolo ha aumentato lo slancio. Questo ha contribuito a far aumentare di nuovo il prezzo», ha spiegato a Open uno degli investitori che ha contribuito al successo dell’operazione partendo dai forum di Reddit.

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