Coronavirus, AstraZeneca punta al via libera negli Usa entro aprile. L’Oms su J&J: «Ridurrà divario tra Paesi ricchi e poveri»

L’ultima fase di sperimentazione del vaccino di AstraZeneca ha coinvolto 32 mila volontari negli Stati Uniti. Nelle prossime settimane la Fda potrebbe dare il via libera in emergenza, fornendo ulteriori dettagli sulla sicurezza del vaccino

USA

ANSA | La sede centrale della casa farmaceutica AstraZeneca

Entro aprile atteso il via libera di Astrazeneca della Fda

La AstraZeneca si prepara a presentare la domanda di autorizzazione per l’uso in emergenza del suo vaccino anti Covid negli Stati Uniti, dopo aver concluso l’ultima fase di sperimentazione con l’arruolamento di 32 mila volontari lo scorso gennaio. Secondo l’agenzia Reuters, la casa farmaceutica punta a ottenere il via libera dalla Food and drug administration entro l’inizio di aprile, sulla base dei risultati della fase III che avrebbero fatto emergere solo 150 casi di Covid-19 tra i volontari.


I risultati dell’ultima fase di sperimentazione potrebbero fornire anche nuove risposte sui problemi di sicurezza emersi negli ultimi giorni soprattutto in Europa, dove sono emersi casi di gravi coaguli di sangue in alcuni soggetti vaccinati che hanno spinto diversi Paesi a sospendere le somministrazioni. La prima dotazione per gli Stati Uniti prevede una fornitura di 30 milioni di dosi.

OMS

EPA/FABRICE COFFRINI | Il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus

Via libera a Johnson & Johnson anche per i Paesi più poveri

Anche l’Oms ha dato l’autorizzazione in emergenze per l’uso del vaccino di Johnson & Johnson, aggiungendo anche questo farmaco a quelli disponibili per la distribuzione nei Paesi più poveri sotto l’accordo Covax. «Ci auguriamo che questo nuovo vaccino aiuti a ridurre le disuguaglianze vaccinali», ha detto il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus.

Alte le aspettative sul vaccino Johnson & Johnson che per le sue caratteristiche si presta meglio degli altri alla distribuzione nei Paesi meno attrezzati sotto il profilo logistico. Il farmaco della Janssen infatti può essere conservato per tre mesi a temperature da frigorifero e garantisce una buona protezione contro la Covid-19 con una sola dose.

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