In Veneto 202 persone in terapia intensiva. Zaia: «Chiusure ci costringono ad altri sacrifici: per le aziende danni come in una guerra»

Sono invece 1.614 le persone ricoverate complessivamente negli ospedali veneti

Sono 841 i nuovi contagi rilevati nelle ultime 24 in Veneto, a fronte di 11.733 tamponi effettuati. L’incidenza dei casi è quindi del 7.17%. A comunicarlo è il governatore della Regione, Luca Zaia, nella consueta conferenza stampa quotidiana. «Sarà anche un numero un po’ sballato dalla domenica – dice Zaia – ma è innegabile che dallo 0,5% che avevamo un mese fa si sta crescendo». Dall’inizio dell’emergenza sono 355.155 i casi registrati in Veneto, mentre le persone ricoverate in ospedale sono ad oggi 1.614. Di queste, 202 si trovano in terapia intensiva (+6 da ieri), e 1.412 in area non critica (+35).


Complessivamente, fa notare il presidente del Veneto, nella Regione sono al momento occupate 485 letti di terapia intensiva tra pazienti Covid e non Covid. «Se tornassimo indietro a febbraio dello scorso anno a quest’ora, e con questi numeri, avremmo già esaurito i posti disponibili in terapia intensiva». Il numero di vittime è invece salito a 10.116, +10 nelle ultime 24 ore, mentre le persone dimesse sono in totale 16.821.

«Stiamo vivendo momento tragico e difficile», commenta Zaia. «In Veneto la pressione ospedaliera sta crescendo ma è ancora sostenibile, mentre altre regioni sono in grossa difficoltà». Parlando poi delle misure in vigore da oggi che vedono gran parte dell’Italia in zona rossa, Zaia osserva che le restrizioni «che ci sono state date ci portano a ulteriori sacrifici. Penso alle famiglie che hanno bambini piccoli e al tragico assetto di guerra in cui sono coinvolte per le aziende. Bar e ristoranti, palestre, spettacoli, mondo dell’ intrattenimento e tutte quelle aziende che da oggi saranno chiuse».

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