L’Ema su AstraZeneca: «Al momento nessuna indicazione che il vaccino abbia causato le trombosi»

Fino al 10 marzo segnalati 30 casi su 5 milioni di persone immunizzate. I risultati delle indagini in corso arriveranno fra 48 ore. Cooke: «Saremo trasparenti, la fiducia è fondamentale»

L’Ema, l’Agenzia europea per il farmaco, ha organizzato una conferenza stampa per illustrare le tappe della valutazione di sicurezza del vaccino anti-Covid prodotto da AstraZeneca, sospeso in via precauzionale da 13 Stati membri, tra cui l’Italia, dopo alcuni casi di trombosi. Il direttore esecutivo dell’Ema, Emer Cooke, ha dichiarato: «Il bilanciamento rischi-benefici rimane positivo. Non sono qui per darvi i risultati della verifica, ma per illustrare le tappe del processo. Quando vaccini milioni di persone, è normale avere degli effetti collaterali. Noi stiamo rapidamente indagando per capire se si tratta effettivamente di effetti collaterali o di coincidenze».


Cooke ha quindi aggiunto: «Non possiamo saltare alle conclusioni prima di aver analizzato tutti i fatti, ma al momento non c’è nessuna indicazione che il vaccino abbia causato le trombosi e nei trial clinici non ci sono evidenze in questo senso». I numeri dicono che fino al 10 marzo, su quasi 5 milioni di persone vaccinate con AstraZeneca, «i casi di trombosi riportati sono stati 30». Ma la cifra reale è più alta, perché anche nell’ultimo fine settimana sono stati segnalati ulteriori episodi.

La valutazione finale dell’Ema sul preparato di AstraZeneca arriverà fra due giorni, ovvero giovedì 18 marzo. E Cooke, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha promesso «trasparenza», affermando che «per noi è una priorità garantire la sicurezza del vaccino e comunicare i risultati» all’opinione pubblica. La fiducia nei farmaci approvati dall’Ema, del resto, è di «fondamentale importanza» per il successo della campagna vaccinale in tutta l’Unione europea.

Le indagini in corso riguardano in ogni caso alcuni lotti specifici del vaccino: «Dobbiamo fare un’analisi scientifica approfondita per poter dare una risposta», ha detto Cooke, «prendiamo la situazione molto sul serio e per questo abbiamo coinvolto esperti di trombosi». Ma quali sono le opzioni sul tavolo? «Tutto dipenderà dai risultati della valutazione, non voglio speculare sulle possibili conclusioni. Se dovesse emergere un problema che non può essere risolto, ci muoveremo di conseguenza». Ma per Cooke stiamo parlando di «eventi molto rari» e ci sarebbero «numeri simili» provenienti dal resto del mondo per quanto riguarda i preparati di Pfizer e Moderna.

Inizialmente l’Ema aveva indagato sul possibile collegamento dei casi di trombosi a lotti specifici del vaccino AstraZeneca quando l’Austria aveva sospeso un particolare lotto. Ma oggi, visto che ci sono più casi in Europa con più lotti coinvolti, Cooke ritiene «improbabile che si tratti di eventi legati ai lotti, anche se non lo possiamo escludere. Così come non possiamo escludere che sia qualcosa legato alla manifattura».

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