Cremona, non partono gli sms per gli anziani da vaccinare. Poi scatta il tam tam per salvare 500 dosi: «Folle, manca una strategia»

Parla a Open il medico Attilio Galmozzi: «Dalla Regione tanti proclami e poi solo disguidi». Il consigliere Piloni: «La situazione è stata recuperata solo grazie al territorio che s’è auto-organizzato»

Medici pronti a vaccinare ma mancano i destinatari delle dosi. Succede a Cremona «dove l’Asst ha rischiato di buttare via circa 500 dosi di vaccino anti-Covid, destinati agli over 80, perché nessuno degli aventi diritto ha ricevuto il messaggio per la convocazione nell’hub». A denunciarlo è Attilio Galmozzi, medico di pronto soccorso che, insieme a Matteo Piloni, consigliere regionale del Pd in Lombardia, ha portato a galla quanto successo oggi a Cremona (e non solo, visto che si sono registrati casi simili anche in Brianza e a Como).


«Stamattina i miei colleghi, intorno alle 8.30-9, hanno capito che qualcosa non andava – dice a Open Galmozzi -. Non si è presentato praticamente nessuno (solo 80 su 600 aventi diritto, ndr). Così, anche tramite le istituzioni locali, hanno iniziato a spargere la voce e con il tam tam si sono presentate centinaia di persone, anche in un numero maggiore rispetto alle dosi disponibili, al punto che l’Asst ha dovuto mandarne via qualcuno». Un vero e proprio caos, «una follia che evidenza una mancanza di strategia da parte di Regione Lombardia», aggiunge.

«Abbiamo rischiato di buttare via migliaia di euro»

«Oggi abbiamo rischiato di sperperare migliaia di euro perché, è bene che si sappia, se i vaccini vengono scongelati vanno utilizzati entro 6 ore, altrimenti vanno buttati via», dichiara Galmozzi a Open. E lui lo sa bene visto che è volontario vaccinatore a Crema (dove è anche assessore comunale): «Da noi la situazione è seria, non è più sotto controllo pur non essendoci i numeri di marzo o aprile dello scorso anno, quando l’Italia è andata in lockdown».

In Lombardia, la campagna vaccinale prosegue tra polemiche e problemi al sistema come è accaduto oggi. Un intoppo che è riconducibile alla piattaforma Aria, la società che gestisce per la Regione le prenotazioni per i vaccini. «Tante conferenze stampa, tanti proclami e poi solo disguidi. Senza considerare, poi, gli over 80 rimbalzati da un posto all’altro, anche a distanza di 80-100 km, con comunicazioni che arrivano persino la notte prima dell’appuntamento. C’è gente che da Crema viene spostata a Mantova, altri a Casalmaggiore», spiega Galmozzi.

In questo caso – dichiara a Open Piloni, consigliere regionale del Pd in Lombardia, tra i primi a sollevare il caso Cremona – si è evitato il peggio solo perché «il territorio è riuscito ad auto-organizzarsi per sopperire da una parte alla mancanza della Regione Lombardia e dall’altra per evitare in tutti i modi di sprecare dosi preziosissime. Merito del sindaco, dei sanitari e dei volontari che hanno recuperato subito la situazione».

Foto in copertina: FACEBOOK/ASST CREMONA

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