Coronavirus, Galli avverte: «Vietato allentare le misure. Il caso della Sardegna sia di lezione»

Per evitare che politici ed esperti «arrossiscano di nuovo», ha detto l’infettivologo del Sacco, sarà meglio aspettare che i risultati si consolidino prima di riaprire

All’estate possiamo pensare con ottimismo. Ma non senza sacrifici di primavera. È questa la posizione di Massimo Galli, primario dell’ospedale Sacco di Milano, che ha parlato in un’intervista su Agorà. «Voglio essere ottimista per l’estate», ha dichiarato, sottolineando che è però necessario che per le prossime settimane si abbia «pazienza e cautela». In termini pratici significa scordarsi di allentare le misure di contenimento anti Coronavirus almeno fino a Pasqua: «Non c’è assolutamente alcun dubbio in proposito. È anche la lezione della Sardegna». L’isola, dopo aver sperimentato due settimane di zona bianca in virtù dei suoi dati incoraggianti sull’epidemia, ha visto ricrescere la curva ed è stata costretta ad adottare nuove misure.


«Il conseguimento di determinati risultati che non hanno il tempo di consolidarsi – ha spiegato – fa sì che basti poco e pochi giorni perché tutto di nuovo si ribalti e si vada dal bianco al colorato». E dare il tempo ai risultati di consolidarsi è stato proprio, secondo l’infettivologo, quello che è mancato alle azioni politiche di questi mesi, che ha avuto fretta di riaprire ai primi successi. «Per non arrossire poi tutti quanti di vergogna – ha detto Galli – sarà importante che politici e consiglieri scientifici facciano in modo che i risultati si consolidino. Solo a quel punto si può pensare a qualsiasi tipo di riapertura».

La situazione attuale: «Il virus non rallenta, puntiamo sui vaccini per salvare gli anziani»

«I dati degli ultimi giorni (migliori della scorsa settimana, ndr) sono i soliti dati da weekend», ha messo in guardia il medico. «Dobbiamo vedere se si mantengono. Me lo auguro con tutto il cuore. Comunque sia, quello che vedremo nei prossimi giorni è già delineato, non lo possiamo fermare. Possiamo fermare, e mi auguro che si stia fermando, un’ulteriore diffusione dei contagi». Per farlo, dunque, bisogna puntare sulla campagna vaccinale: «Il vaccino è uno strumento chiave. Gli anziani, davanti all’oggettivo fallimento di alcune Regioni del sistema di convocazione (la Lombardia su tutte, ndr), hanno avuto problemi e sono sotto-vaccinati. Inoltre, andare dietro alla Germania – ha concluso – sulla questione AstraZeneca, prima di avere evidenze, non è stata una grande prova di leadership».

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