Sciopero Amazon, migliaia di dipendenti in presidio in tutta Italia: «Carico di lavoro esagerato» – Il video

Dai lavoratori degli hub ai driver, i dipendenti del colosso americano dell’e-commerce si fermano per la prima volta in Italia

Turni e orari sostenibili, contratti di lavoro solidi e maggiori tutele sul posto di lavoro. Il primo sciopero nazionale indetto dai dipendenti della filiera di Amazon per 24 ore parte dall’Italia e ha nel mirino le condizioni nella filiera che mantiene in piedi il colosso americano fondato da Jeff Bezos. In rappresentanza di 40 mila lavoratori, la mobilitazione nazionale è stata organizzata dalle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, alle quali si sono uniti anche 9 mila driver precari di Amazon logistica, riuniti in Felsa Cisl, Filt Cgil e Uit, che di solito si attestano in proporzione uguale ai colleghi con contratti a tempo indeterminato. La maggior parte dei lavoratori interinali che consegnano i pacchi alle case di tutto il Paese, infatti, hanno un contratto di lavoro che non supera, nella maggior parte dei casi, i 6 mesi di somministrazione.


La mobilitazione

Da Genova a Rieti fino a Castel San Giovanni, primo magazzino Amazon d’Italia alle porte di Piacenza, i lavoratori di tutti i livelli della filiera della multinazionale dell’e-commerce, si sono radunati fuori dai cancelli degli stabilimenti per protestare e ribadire le loro richieste. «Abbiamo un carico di lavoro esagerato», ha raccontato un fattorino del magazzino di via Toffetti a Milano, in un’intervista all’agenzia LaPresse. «Abbiamo iniziato con circa 100 pacchi al giorno: oggi usciamo con 300-350 pacchi al giorno ciascuno. Abbiamo una turnazione di 8 ore e 45 minuti con 30 minuti di pausa con cui non riusciamo a fare nulla. Laddove tu non riesca a concludere il giro vieni sanzionato dall’azienda», ha concluso il driver. L’adesione allo sciopero si è attestata intorno al 70 per cento, secondo i dati forniti dal segretario generale della Filt Cgil, Stefano Malorgio.

Le reazioni e l’appoggio dei lavoratori americani

Solidarietà è giunta anche dai sindacati statunitensi che hanno supportato lo sciopero dei colleghi italiani. «Questa è una lotta globale», ha detto in un videomessaggio Jennifer Bates, una delle rappresentati che sta portando avanti le mobilitazioni negli stabilimenti Amazon nello Stato dell’Alabama. «Vogliamo augurare buona fortuna a tutti voi, nostri fratelli e sorelle italiani, per il vostro sciopero. È una lotta per la giustizia e siamo dalla vostra parte».

La risposta mediatica di Amazon non si è fatta attendere ed è arrivata in un comunicato di Mariangela Marseglia, country manager del colosso per l’Italia. «Essere l’azienda più attenta al cliente al mondo significa anche informarvi sulla realtà dei fatti, soprattutto quando questi rischiano di non emergere adeguatamente, per continuare a meritarci la vostra fiducia. I fatti», prosegue Marseglia, «sono che noi mettiamo al primo posto i nostri dipendenti e quelli dei fornitori terzi, offrendo loro un ambiente di lavoro sicuro, moderno e inclusivo, con salari competitivi tra i più alti del settore, benefit e ottime opportunità di crescita professionale. Vi ringrazio per il continuo supporto e per le gentili parole di apprezzamento del nostro lavoro ricevute quest’anno», conclude Marseglia.

Video: Ansa

Twitter/babbaleonews

Leggi anche: