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La bufala della «ditta» che «seziona vivi i feti abortiti a pagamento per la produzione dei vaccini»

Un fantomatico business dei feti abortiti basato su alcuni video manipolati e diffusi da un’associazione ProVita. Ecco come è andata a finire

Durante la giornata del 27 marzo 2021 è stato condiviso in diversi canali social un video con protagonista Stefano Montanari, personaggio particolarmente seguito dalle aree NoVax per le sue affermazioni sui vaccini e in ambito Covid19. Il video tratta diversi argomenti, tra questi la vicenda dell’organizzazione no profit americana Planned Parenthood accusata di gestire un fantomatico business dei feti abortiti «sezionati vivi» per poi utilizzarne i tessuti nella produzione dei vaccini. Non è la prima volta che Montanari ne parla, come possiamo notare da un articolo del 2017 pubblicato dalla testata giornalistica italiana La Verità.

La prima pagina de La Verità del 19 ottobre 2017

L’articolo, presentato nella prima pagina del 19 ottobre 2017 e riportato a pagina 15, si intitolava «Feti abortiti per fabbricare vaccini. Donne usate come galline ovaiole» e Stefano Montanari affermava di aver visto negli Stati Uniti «le fatture di vendite e di acquisto di feti umani, suddivisi a pezzi che costano 325 dollari l’uno, più 120 di trasporto» e che «da mesi l’FBI ha avviato indagini e pure il congresso americano se ne occupa».

Per chi ha fretta

  • Le accuse rivolte all’organizzazione nonprofit americana Planned Parenthood sono nate a seguito di una serie di video pubblicati nel 2015 da un’associazione ProVita.
  • I video, a seguito delle indagini, sono risultati manipolati e gli autori hanno volutamente omesso dei particolari per tenere a galla una narrativa denigratoria nei confronti dell’operato della Planned Parenthood.
  • A seguito delle indagini, statali e nazionali fino all’istituzione di un gruppo d’indagine presso la Camera dei rappresentanti americana, non è stata riscontrata alcuna prova a sostegno delle accuse.
  • Nel 2019 la Planned Parenthood ha ottenuto un risarcimento danni di 2,2 milioni di dollari dopo aver citato in giudizio il fondatore dell’associazione ProVita autore dei video manipolati.
  • I vaccini non vengono prodotti attraverso un fantomatico business di feti abortiti, ma vengono utilizzate delle linee cellulari ottenute da feti abortiti e donati alla scienza negli anni 60 circa del secolo scorso e da allora riprodotte in laboratorio.

Analisi

Di cosa si occupa l’organizzazione Planned Parenthood? Si tratta di un insieme di organizzazioni presenti nel territorio degli Stati Uniti che si batte da anni a favore della legislazione abortista, dell’educazione sessuale e a favore dell’accesso ai servizi sanitari.

L’articolo in precedenza citato e pubblicato su La Verità seguiva la scia di un post Facebook della moglie di Stefano Montanari, Antonietta Gatti, pubblicato il 27 luglio 2017 e successivamente rimosso (archiviato qui) dove veniva citata l’organizzazione nonprofit americana Planned Parenthood:

I consultori famigliari, come il Planned Parenthood Institute (https://www.guttmacher.org/tags/planned-parenthood ) aiutano la donna a interrompere la gravidanza, dopodiché, a porte semichiuse, inizia un altro percorso molto redditizio. Sì perché quel feto a cui non verrà data una pietosa sepoltura, come ci si aspetterebbe, sarà sezionato in tante parti: fegato, rene, timo, pelle, ecc. ( un rene può costare 350 dollari) e i singoli pezzi venduti a ditte che producono varie cose, ad esempio usano i tessuti umani per poi fare vaccini.

Nel video condiviso il 27 marzo 2021 su YouTube e Facebook (12) Stefano Montanari riporta ulteriori dettagli, particolarmente sensibili per il pubblico, di questa fantomatica narrativa:

Un feto costa 550 dollari, viene pagato 550 dollari. La signora va, abortisce, tutte le spese dell’aborto sono sostenute da Planned Parenthood, è nel contratto, è ufficiale. Il feto viene abortito e viene sezionato vivo da un tecnico. Vivo perché non si possono rovinare i tessuti del feto, del bambino! Quindi, se io uccido questo bambino poi rischio di rovinare i tessuti, ma non posso nemmeno praticare un’anestesia per lo stesso motivo. Quindi, il bambino è vivo e ahimè vuole il caso che la sensibilità del dolore del feto è superiore rispetto a quella di un adulto, quindi il bambino soffre tanto quando la puntina del bisturi va a sezionarli i polmoni, va a sezionarli il fegato, va a sezionarli i reni e li porta via! Li porta via perché poi devono essere venduti! I tecnici che fanno questa operazione sono molto bravi perché riescono a operare su un essere umano piccolissimo, perché il feto è molto piccolo, che si contorce. Quindi bisogna essere particolarmente bravi per riuscire a fare degli interventi di quel genere su un paziente che non è d’accordo, che continua… che tenta di scappare, ma poverino! Il feto non riesce a correre, non riesce a scappare, non riesce nemmeno a fargli un ceffone a questo bravissimo tecnico. Tutto questo viene ignorato dalla gente…

La narrativa tossica nei confronti di Planned Parenthood ha origine nel 2015 a seguito della diffusione di una serie di cinque video “compromettenti” da parte di un’organizzazione anti abortista chiamata Center for Medical Progress (CMP), contenuti multimediali che avevano di fatto attirato l’interesse sia dei media che della politica nei confronti dell’organizzazione americana accusata di vendere tessuti fetali a scopo di lucro. Ci furono diverse indagini in diversi Stati americani, ma nessuna di queste ha riscontrato prove a sostegno dell’accusa.

A seguito dello scandalo venne avviata un’indagine assegnata a un gruppo investigativo presso il Committee on Energy and Commerce della Camera degli Stati Uniti, investendo migliaia e migliaia di dollari di fondi pubblici senza ottenere alcun risultato che provassero le accuse nei confronti della Planned Parenthood. Nel sito della House Committee on Oversight and Reform della Camera, a partire dal 2019, viene riportata un’intera sezione dedicata al caso con le accuse e i fatti messi a confronto, scagionando di fatto l’organizzazione nonprofit americana.

La sezione dedicata sul caso Planned Parenthood nel sito della commissione della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti.

Nella sezione del Committee on Oversight and Reform viene data risposta all’accusa riguardo ai fantomatici guadagni nella cessione di tessuti fetali da parte dell’organizzazione americana: la Planned Parenthood riceve, come previsto dalla legge, un «ragionevole rimborso» per i servizi relativi alla donazione dei tessuti. Secondo quanto riportato nella sezione, solo due dei 59 centri affiliati di Planned Parenthood partecipano alla ricerca dei tessuti fetali e soltanto uno di questi riceve un rimborso spese pari a 60$ ad esemplare, l’antro no.

Ansa | La clinica dell’organizzazione Planned Parenthood a New York.

La tecnica abortiva praticata all’interno della Planned Parenthood non è nemmeno quella citata da Stefano Montanari nel suo video. Secondo quanto riportato dalla sezione del sito della Camera, l’organizzazione pratica la tecnica della dilatazione ed evacuazione (D&E) dove un chirurgo svuota l’utero della donna, sottoposta ad anestesia, mediante strumenti chirurgici e di aspirazione.

In merito alla vicenda dei video e del suo autore, il fondatore della CMP David Daleiden, la sezione riporta in maniera inequivocabile che tali registrazioni vennero modificate e manipolate con un chiaro intento ingannevole, omettendo le dichiarazioni dove una dirigente di Planned Parenthood in cui affermava che l’organizzazione non trae profitto dai tessuti fetali.

Omissioni e video incompleti che sono state, alla fine, considerate come prove non affidabili e che l’operato di Daleiden va considerato come un’operazione potenzialmente criminale. Non è un caso che, come riportato in un articolo del New York Times del 15 novembre 2019, alla Planned Parenthood siano stati riconosciuti 2,2 milioni di dollari di risarcimento danni da una giuria federale di San Francisco. Una sentenza che di fatto colpisce David Daleiden, fondatore della CMP citato in giudizio per un’attività di discredito, basata su una frode, durata diversi anni.

L’attentatore della clinica Planned Parenthood a Colorado Springs, nello Stato del Colorado, che causò la morte di tre persone nel 2015.

Un’attività criminale che avrebbe scatenato anche reazioni violente. Oltre alle minacce di morte e alcuni atti vandalici nei confronti dei dipendenti e delle sedi dell’organizzazione americana, il 27 novembre 2015 un uomo di 57 anni di nome Robert Lewis Dear Jr. si presentò armato presso la clinica Planned Parenthood a Colorado Springs, nello Stato del Colorado, causando la morte di tre persone e ferendone altre nove. Secondo quanto dichiarato da un agente anonimo, come riportato da NBC News, l’attentatore avrebbe detto «no more baby parts» per sostenere le sue azioni, un riferimento ricollegabile alla vicenda degli aborti e dei tessuti fetali.

Le elezioni americane del 2020 vennero inquinate anche da false notizie come quella di Kamala Harris che avrebbe cercato di imprigionare gli attivisti Pro Vita che denunciarono la Planned Parenthood di vendere parti dei corpi dei feti abortiti.

Un’intera vicenda legata ingiustamente ai vaccini, soprattutto perché da decenni non è affatto necessario ricercare nei tessuti fetali delle cellule utili per – ad esempio – la coltivazione degli adenovirus. Quelle utilizzate fino ad oggi sono linee cellulari riprodotte in laboratorio, acquistabili con un click come spiegato anche in un tweet di Salvo Di Grazia, medico e ginecologo noto con il soprannome di Medbunker.

Il sito, condiviso da Salvo Di Grazie, da dove è possibile acquistare delle linee cellulari per la ricerca scientifica.

Visto che da questa narrativa tossica ne derivano altre altrettanto dannose, va spiegato che i vaccini creati attraverso l’utilizzo di queste linee cellulari non contengono affatto residui o intere parti delle stesse:

Anche i vaccini prodotti in questo modo comunque non contengono né queste cellule né loro residui, che provocherebbero reazioni di rigetto da parte dell’organismo. I prodotti in commercio sono estremamente purificati e non contengono nulla che non sia utile per migliorarne sicurezza ed efficacia. Ogni partita di vaccini è sottoposta a centinaia di controlli lungo tutta la filiera produttiva, per cui non è plausibile che impurità di questo tipo rimangano nel prodotto immesso in commercio, né, che si sappia, questo si è mai verificato.

Come mai vengono ancora oggi studiati e utilizzati i tessuti fetali? La ricerca scientifica prosegue per la lotta contro le malattie e al fine di trovare soluzioni ai problemi legati alla salute umana. Basti pensare, ad esempio, che i tessuti fetali risultarono utili per lo sviluppo di medicinali contro la fibrosi cistica, contro l’artrite reumatoide e per aiutare le persone affette da emofilia.

Conclusioni

Le accuse mosse contro l’organizzazione americana Planned Parenthood sono state ampiamente smentite a seguito di molteplici indagini, sia a livello dei singoli Stati coinvolti dallo scandalo nato nel 2015 che a livello nazionale presso la Camera dei rappresentanti americana. Quest’ultima presenta nel proprio sito una sezione di fact-checking utile a comprendere, senza mezzi termini, l’attività denigratoria nei confronti dell’organizzazione americana da parte di un’azione criminale ideata da un’associazione ProVita. Le affermazioni riportate da Stefano Montanari nel suo video (non datato) e negli interventi del 2017 (social e giornalistici) non trovano alcun riscontro.

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