Coronavirus, l’Ema dopo il nuovo stop in Germania al vaccino di AstraZeneca: «Nessun rischio legato all’età»

Il Comitato di sicurezza torna a ribadire: «Non c’è nesso causale tra gli eventi rari di trombosi e il farmaco anti Covid di Oxford»

L’Agenzia europea del farmaco (Ema) torna a pronunciarsi sul caso AstraZeneca. «Nessuna nesso causale tra gli eventi rari di trombosi e il vaccino anti Covid di Oxford» dichiara, pur riservando alla questione «ulteriori analisi». Lo scorso 18 marzo l’ente regolatore aveva ufficialmente sbloccato l’utilizzo del farmaco di AstraZeneca, ora chiamato Vaxzevria, bloccato da giorni in molti Paesi europei. Il possibile collegamento tra il vaccino anti Covid e i casi di trombosi e decessi segnalati nelle settimane precedenti avevano spaventato i governi, tra cui anche quello italiano. «I benefici sono nettamente superiori ai rischi» aveva annunciato la direttrice, Emer Cook in conferenza stampa, sottolineando come non fossero stati rilevati neanche «problemi di qualità sui lotti». La promessa era stata quella di proseguire negli studi e di monitorare le ulteriori segnalazioni. Oggi, in occasione della riunione del Comitato di sicurezza, arriva la nuova conferma sull’assenza di nessi causali e la promessa rinnovata di altri approfondimenti.


Ieri lo stop agli under 60 in Germania

Le valutazioni rimangono dunque in corso e la rassicurazione dell’ente regolatore sembra essere forte anche riguardo all’età: «Non c’è nessun rischio specifico legato all’età per il vaccino AstraZeneca» si legge nel comunicato ufficiale, «né alcun altro fattore di sesso o legati a una precedente storia medica di disturbi della coagulazione». Il riferimento è all’ultimo allarme lanciato dalla Germania in merito a diversi episodi di trombosi cerebrale, che hanno portato il governo tedesco a raccomandare la somministrazione solo sugli over 60. Sulla base di tutti i dati disponibili e sulle segnalazioni arrivate dagli Stati membri Ue, l’ente regolatore fa sapere anche che il Comitato di sicurezza (Prac) emetterà «una raccomandazione aggiornata» in occasione della riunione prevista nelle date dal 6 al 9 aprile prossimo.

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