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Satan Shoes, Nike ottiene il blocco della vendita delle scarpe con (una goccia di) sangue umano – Il video

Nate dalla collaborazione tra il collettivo Mschf e il rapper Lil Nas X, le scarpe non sono più disponibili dopo una sentenza della corte federale di New York

La multinazionale d’abbigliamento sportivo Nike ha ottenuto la sospensione della vendita delle Satan Shoes, un modello customizzato di Air Max ’97, più note in Italia come Silver, ispirate all’Inferno e realizzate dal collettivo di Brooklyn Mschf, famoso per opere e progetti controversi, come l’installazione di una pistola da paintball su uno Spot, il robot quadrupede della Boston Dynamics, modificato per «replicare incubi comuni».


I problemi sul marchio

La decisione è stata presa dopo le azioni legali portate avanti dal colosso americano nei confronti del gruppo di designer, che avevano prodotto 666 paia di scarpe, al costo di 1.018 dollari, contenenti una miscela di inchiostro e gocce di sangue umano nella bolla d’aria racchiusa nella suola. Sembra che il sangue sia stato ottenuto dalla donazione di 6 collaboratori del collettivo. Il giudice ha dato ragione a Nike ed emesso un’ordinanza di restrizione alla vendita del prodotto perché la creazione di Mschf riporta il marchio dell’azienda, lo swoosh, senza averne l’autorizzazione.


Gli avvocati di Mschf avevano ribattuto che le scarpe create erano «opere d’arte numerate individualmente che sono state vendute ai collezionisti». «È probabile che Mschf e le sue Satan Shoes, non autorizzate, causino confusione e creino un’associazione errata tra i prodotti di Mschf e Nike», aveva dichiarato la multinazionale a ridosso della presentazione delle scarpe, avvenuta lunedì 29 marzo, in concomitanza al lancio di Call Me By Your Name, brano del rapper americano Lil Nas X, con il quale il gruppo ha collaborato al progetto.

Il dibattito sul satanismo

Nel video del brano, pubblicato su YouTube, il rapper indossa le Satan Shoes e scende negli inferi dopo essere stato cacciato dal Paradiso. Qui Lil Nas X balla sensualmente con Satana, gli strappa le corna e gli spezza il collo. Nel video vengono fatti riferimenti biblici e citato il versetto 10:18 di Luca: «Così disse loro: Ho visto Satana cadere come un fulmine dal cielo». Il video in questione ha generato un dibattito in America sulla blasfemia, sia in alcuni ambienti cristiani d’America, sia in quelli politici. L’atmosfera generata da queste sneakers ha portato Nike a prendere provvedimenti legali contro Mschf per distaccarsi dai presenti messaggi satanici dietro il progetto del collettivo e del rapper.

Il gruppo newyorchese, noto per alcuni progetti di denuncia e controtendenza, aveva già realizzato in passato un paio di scarpe all’opposto di quelle sataniche: delle Air Max ’97 ispirate a Gesù, con acqua santa nella suola d’aria. In una nota, Mschf ha fatto spiegato che «Satana è un personaggio utilizzato nell’arte tanto quanto Cristo». Nella nota il gruppo si dice «sbalordito dall’azione legale di Nike, con la quale non abbiamo partnership. Speriamo – concludono – di risolvere la questione con l’azienda e la corte: crediamo nella libertà di espressione. È meglio regnare all’Inferno che essere servire in Paradiso».

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