«Ha superato l’emergenza senza vaccini e senza lockdown»: smontiamo la disinformazione sull’India e la Covid-19

In un intervento a Radio Radio del 6 marzo 2020 si sosteneva che in India «è finito il Covid», ma non era vero e oggi affrontano la seconda ondata

A fine febbraio e inizio marzo 2021 alcune testate giornalistiche, come Il Primato Nazionale e il Corriere, riportavano nei loro titoli la notizia che in India ci sarebbe stato «un crollo dei contagi senza vaccinazione di massa». Il 6 marzo, pochi giorni dopo e basandosi su questi articoli di giornale, l’emittente radiofonica Radio Radio riporta un titolo ancora più diretto e riportando alcune informazioni scorrette in merito alla situazione: «L’India ha superato il Covid senza vaccini! Cari scienziati, ora ci dovete una spiegazione».

Fabio Duranti, conduttore e fondatore di Radio Radio, va ben oltre il titolo riportato nella sua emittente arrivando ad affermare che «In India non c’è il vaccino, è finito il Covid, è scritto su tutti i giornali» e che «hanno superato la fase emergenziale senza vaccinarsi, senza lockdown particolari e ora lì il livello di contagi e a zero praticamente». Queste affermazioni non hanno fondamento.

Per chi ha fretta

  • L’India non ha affatto superato la Covid19, né prima né dopo la data 6 marzo 2021.
  • L’India era uscita da poco dalla prima ondata, mantenendo una media di positivi giornaliera.
  • Il Governo indiano ha avviato una campagna vaccinale di massa, ma questa è successiva alla prima ondata.
  • La percentuale dei vaccinati non era sufficiente per evitare la seconda ondata in corso.
  • L’India aveva utilizzato lo strumento del lockdown nelle sue diverse forme e, a seguito della seconda ondata, sta provvedendo a farne ancora uso.
  • La nostra Costituzione prevede la possibilità dei trattamenti sanitari obbligatori.

Analisi

L’ultima affermazione di Duranti, «ora lì il livello di contagi è a zero praticamente», non corrispondeva affatto alla realtà siccome in data 6 marzo 2021 si contavano oltre 18 mila nuovi casi. A seguito della discesa riportata dai quotidiani c’è stata un’impennata tale da raggiungere in data 6 aprile 2021 il picco degli oltre 115 mila nuovi casi battendo ulteriormente il record di settembre 2020 durante la prima ondata.

Nuovi casi Covid19 giornalieri in India – Fonte Ourworldindata

Come riportato dalle testate indiane a inizio aprile, la seconda ondata si sarebbe particolarmente sviluppata nello Stato di Maharashtra e in quello di Kerala, citando la possibilità di un aumento anche in ulteriori zone dell’India. Secondo quanto riportato il 5 aprile 2021 dal Times of India, lo Stato di Maharashtra risulta essere quello più colpito in entrambe le ondate. Due, invece, le città più colpite negli ultimi 30 giorni: Mumbai e Pune superano i casi registrati nello Stato di Kerala.

Casi positivi per Stato in India, dati relativi al 17 settembre 2020 durante la prima ondata e al 5 aprile 2021 durante la seconda ondata – Fonte Timeofindia

Di chi è la colpa? Secondo quanto riportato dalla BBC, la seconda ondata sarebbe stata alimentata da comportamenti meno cauti e da messaggi contrastanti diffusi dal Governo indiano. Il Primo ministro Modi si era reso conto del rischio che correva il Paese, tanto che il 17 marzo 2021 aveva espresso il timore di una seconda ondata e parlato della necessità di intervenire. I vaccini? Ne parla lo stesso Primo ministro, citando il problema dello «spreco di vaccini».

L’intervento del Primo Ministro Modi del 17 marzo 2021.

Lo stesso Modi aveva esortato i suoi cittadini, lo scorso 16 gennaio 2021, a non saltare la seconda dose di vaccino anti Covid19 invitandoli a non credere a voci e propaganda sul tema. L’obiettivo e l’importanza delle vaccinazioni risulta evidente, non risulta siano stati messi in dubbio dal Governo indiano che aveva già avviato a metà gennaio una campagna vaccinale di massa, ben dopo la prima ondata.

Percentuale della popolazione indiana completamente vaccinata contro la Covid19 – Fonte Ourworldindata

Quella che sembrava essere superata era la prima ondata, non l’intera emergenza sanitaria. Anche in Italia e in altri Paesi del mondo ci sono state delle ondate, superate, per poi ritrovarsene una seconda, e tutto questo senza i vaccini che sono arrivati piuttosto di recente.

Lockdown

Nell’intervento riportato da Radio Radio si sostiene che la fase emergenziale sia stata superata senza «lockdown particolari». Visti i dati, risulta sbagliato affermare in data 6 marzo 2021 che in India sia stata superata l’emergenza sanitaria. Allo stesso modo è sbagliato affermare che «è finito il Covid», il Governo più volte ha utilizzato le chiusure per contenere la diffusione del virus. Lo stesso Modi si era dichiarato dispiaciuto per via delle violazioni da parte dei cittadini, assicurando loro che tali misure preventive erano la soluzione migliore per l’India.

Vista l’attuale situazione, a fine marzo 2021 il Primo ministro Modi ha annunciato un altro lockdown nella speranza di rallentare la diffusione del virus.

Costituzione e trattamenti sanitari obbligatori

Nella stessa pubblicazione di Radio Radio leggiamo le seguenti dichiarazioni attribuite a Fabio Duranti:

Le democrazie moderne, quelle vere, le Costituzioni serie non prevedono che anche tramite un’emergenza sanitaria si possa indurre, si possa obbligare la popolazione a trattamento sanitari obbligatori, a cose militarizzate.

[…]

Ecco perché la Costituzione non può prevedere fasi di emergenza che conferiscono poteri come quelli che abbiamo visto abbattersi sulle nostre teste.

Veniamo al testo dell’articolo 32 della nostra Costituzione:

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo (1) e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge (2). La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

La Costituzione italiana prevede la possibilità di un trattamento sanitario obbligatorio esclusivamente in casi eccezionali, come spiegato nella sentenza 307/1990 della Corte Costituzionale:

Da ciò si desume che la legge impositiva di un trattamento sanitario non è incompatibile con l’art. 32 della Costituzione se il trattamento sia diretto non solo a migliorare o a preservare lo stato di salute di chi vi è assoggettato, ma anche a preservare lo stato di salute degli altri, giacché è proprio tale ulteriore scopo, attinente alla salute come interesse della collettività, a giustificare la compressione di quella autodeterminazione dell’uomo che inerisce al diritto di ciascuno alla salute in quanto diritto fondamentale.

La sentenza prosegue:

Ma si desume soprattutto che un trattamento sanitario può essere imposto solo nella previsione che esso non incida negativamente sullo stato di salute di colui che vi è assoggettato, salvo che per quelle sole conseguenze, che, per la loro temporaneità e scarsa entità, appaiano normali di ogni intervento sanitario, e pertanto tollerabili.

Risulta evidente che il trattamento sanitario obbligatorio non possa essere imposto a un singolo se viene messa a rischio la sua salute, ma la stessa Corte spiega che ciò non riguarda un malessere temporaneo e di scarsa entità. I vaccini obbligatori in uso da anni nel nostro Paese sono stati sperimentati, testati e approvati per la loro efficacia e sicurezza, mettendo in chiaro i possibili effetti indesiderati. Ci sono persone che per le loro particolari condizioni cliniche non possono vaccinarsi, si tiene assolutamente conto di queste situazioni proprio perché la Costituzione ritiene fondamentale il diritto primario della tutela della salute.

In merito alla parte finale dell’articolo 32, ossia «La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana», sia la Corte Costituzionale che i vari libri sulla Costituzione non riportano alcuna criticità in merito alla legittimità delle vaccinazioni obbligatorie, tutt’oggi in vigore da anni.

Conclusioni

L’India non aveva affatto superato la Covid19, come affermano a Radio Radio, e il Governo si era impegnato ad avviare una campagna vaccinale come gli altri Paesi del mondo. Una campagna vaccinale iniziata da poco e a seguito della prima ondata e con difficoltà. Viste le percentuali, risulta chiaro che la campagna avviata a inizio anno non poteva evitare la seconda ondata attualmente in corso.

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