Clima, economia e carisma: chi è Annalena Baerbock, la candidata Cancelliera dei verdi tedeschi

Di lei si dice che sia una donna di talento, dura e molto ambiziosa. Il partito l’ha nominata come candidata per prendere il posto di Angela Merkel

Annalena Baerbock è la candidata dei Verdi alla cancelleria per le elezioni del 26 settembre in Germania, che apriranno l’era del dopo Angela Merkel. L’annuncio ufficiale è arrivato da Robert Habeck, presidente del partito. «Inizia oggi un nuovo capitolo per la nostra formazione politica e, in caso di vittoria, per il nostro Paese», ha detto Baerbock, incontrando i giornalisti a Berlino «Non sono stata cancelliera e neppure ministra. Scendo in campo per il cambiamento. Per lo status quo si battono altri, io credo che questo Paese abbia bisogno di un nuovo inizio».


Annalena Charlotte Alma Baerbock ha 40 anni, è nata il 15 dicembre 1980 nello stato della Bassa Sassonia, nell’allora Germania Ovest. Quando aveva 16 anni ha trascorso un anno negli Stati Uniti. Ha iniziato a studiare legge ad Hannover, prima di trasferirsi a Londra alla LSE – London School of Economics, dove si specializza in Diritto internazionale. Successivamente si trasferisce nel Brandeburgo, ex Germania Est, dove vive tutt’ora nella città di Postdam – vicino a Berlino – insieme al marito e ai due figli. 


Baerbock entra a far parte del partito ambientalista Bündnis 90/Die Grünen (Alleanza90/Verdi) iscrivendosi nel 2005. Nel 2008 entra nel consiglio esecutivo del gruppo dello stato del Brandeburgo, raggiungendone la presidenza l’anno successivo. Nel 2009 si candida alle elezioni per il Bundestag (il parlamento tedesco), ma non viene eletta. Ci riuscirà la volta successiva, nel 2013. Nel frattempo, dal 2009 al 2012  ha fatto anche parte del consiglio amministrativo dei Verdi europei.

La sua attività parlamentare si è concentrata su Affari economici, energetici ed europei come membro delle rispettive commissioni, mentre all’interno del gruppo parlamentare ha presieduto le discussioni sulle politiche climatiche diventando molto esperta e competente su tutti questi temi.

Nel 2018 fa il salto di qualità. Intervenendo al congresso per nominare i nuovi vertici del partito, la giovane e relativamente poco conosciuta parlamentare entusiasma la folla, facendosi notare fino al punto che l’assemblea dei delegati la elegge come la co-leader del partito. Non era scontato, con Robert Habeck i Verdi avevano già un leader carismatico, non era prevista l’arrivo di una leader altrettanto carismatica al suo fianco. 

Da quel momento Baerbock non ha mai rallentato la sua ascesa. Nel congresso dell’anno successivo, la nuova co-leader ha ottenuto il sostegno del 97% dei delegati (il risultato più alto di sempre), battendo il 90% ottenuto dall’uomo al suo fianco. In questi anni Baerbock ha affinato il suo profilo politico affermandosi come super-esperta sulle politiche per affrontare il cambiamento climatico e sulle questioni di genere. 

Ma oltre a questi argomenti, tipici dei Verdi, non si è mai tirata indietro di fronte alle questioni più spinose della politica estera, particolarmente ostiche nel dibattito tedesco, né si è risparmiata di sottolineare la minaccia rappresentata dal populismo di estrema destra e dalla xenofobia. Da quando è diventata co-leader i Verdi sono quotati costantemente al di sopra del 20% riscuotendo regolarmente ottimi risultati in tutte le elezioni regionali e un ottimo 20,5% alle elezioni europee del 2019.

Con Baerbock e Habeck i Verdi hanno dimostrato di sapersi mantenere legati alle tradizionali battaglie ambientaliste  proponendo politiche concrete di governo e buona amministrazione, senza fuggire dal prendere posizioni ben definite su argomenti divisivi. Tuttavia, il partito fatica a guadagnare terreno nella Germania orientale, dove si muovono meglio i partiti più “tradizionali” della sinistra della Linke e l’estrema destra di AfD.

Baerbock e Habeck non si tirano indietro di fronte al dialogo con i partii conservatori, come la CDU/CSU di Merkel, il centro-sinistra della SPD, i liberali della FDP e la sinistra della Linke. Come tutti i partiti tedeschi, gli unici con cui non si scende a patti è l’estrema destra di AfD. I sondaggi attuali vedono i Verdi come alleato indispensabile in tutte le combinazioni. 

Fino all’appuntamento con le urne del 26 settembre la campagna elettorale lascia poco spazio alle aperture tra partiti in competizione tra loro, ma lo scenario più quotato è un’alleanza CDU/CSU-Verdi con il Cancelliere scelto dall’Union, uno tra Armin Laschet e il bavarese Markus Soder (a breve sarà deciso chi, si propende per il secondo), ma c’è un’altra possibilità. 

Se nelle elezioni i Verdi dovessero andare molto bene e i conservatori molto male, sarebbe possibile una coalizione tra Verdi, SPD e FDP, che assegnerebbe la cancelleria a Baerbock. A quel punto la Germania avrebbe di nuovo una Bundeskanzlerin invece di un Bundeskanzler.

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