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In Veneto calano i ricoveri ordinari e le terapie intensive. Zaia: «Trasporti punto nevralgico per le riaperture»

Per il presidente del Veneto il problema non è solo delle Regioni: «Non si dica che non ci siamo organizzati»

Sono 930 i contagi registrati nell’ultima giornata in Veneto. E 28 le vittime. Numeri che portano il totale dei casi dall’inizio dell’emergenza a 402.877, mentre il bilancio dei decessi sale a 11.139. Negli ospedali calano i posti letto occupati da persone ricoverate in aree non critiche: 1.481 (-14). Nelle terapie intensive si trovano invece 247 persone (-17). «C’è molto dibattito in queste ore rispetto alle riaperture. Uno dei punti nevralgici è quello dei trasporti, perché non può passare l’idea che non ci siamo organizzati», dichiara il presidente del Veneto, Luca Zaia, anticipando la discussione che il governatore avrà nel pomeriggio alla conferenza delle Regioni.


«Non c’è un problema ad organizzarsi, quello che è impossibile fare è trovare sul mercato tutti questi mezzi». «In Veneto – aggiunge Zaia – abbiamo 2.400 mezzi. E proprio in virtù dell’apertura della scuola, e la riduzione del 50% della capienza ne abbiamo aggiunti 500 di privati. Questo è lo scenario che avevamo con la capienza degli autobus al 50%, e il 50% di didattica in presenza». Il presidente del Veneto osserva però che con il ritorno della didattica al 100% il mercato «non può coprire il nuovo fabbisogno».


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