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Nel decreto proroghe salta l’obbligo di smart working al 50% per la Pubblica amministrazione. Recovery Plan, nuovo Cdm nel pomeriggio

Doppio vertice nella giornata che precede l’invio del testo del Pnrr alla Commissione europea. Garavaglia sulle concessioni balneari: «La proroga esiste già»

L’ultimo “sì” arriverà dal Consiglio dei ministri. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (il Recovery Plan italiano) per affrontare la crisi da Coronavirus dovrà essere inviato alla Commissione europea entro domani, 30 aprile, e oggi il governo è chiamato a ultimare la presentazione nella sua versione definitiva in Ue. In mattinata il ministro dell’Economia Franco ha illustrato il testo ai ministri, e, dopo l’incontro previsto nel primo pomeriggio con le Regioni, è in programma una nuova riunione dell’esecutivo attorno alle 16:30.


Il dl proroghe

L’incontro di stamattina è servito anche a esaminare il decreto legge che istituirà il fondo complementare al Pnrr da 30,6 miliardi per gli investimenti che non possono rientrare nel piano, e il dl proroghe. Da quanto si apprende, non ci dovrebbe essere l’obbligo di far lavorare in smart working un dipendente pubblico su due (quindi al 50%), né durante l’emergenza né con l’adozione dei piani organizzativi per il lavoro agile: secondo la bozza del decreto proroghe discussa in Cdm, infatti, lo smart working si potrà proseguire in deroga fino alla definizione delle nuove regole con il contratto nazionale e comunque non oltre la fine dell’anno, ma non ci sarà il vincolo del 50%. Prorogato invece il golden power in alcuni settori, e documenti di identità scaduti durante la pandemia validi fino a settembre.


Il nodo spiagge, Garavaglia: «La norma esiste già»

Capitolo spiagge. Nella bozza del dl proroghe non appare la norma sulla proroga delle concessioni balneari e per gli ambulanti. Come fa notare il quotidiano La Stampa, il pacchetto di riforme che dovrà essere inserito nel Piano da consegnare all’Europa deve prevedere una legge che regoli la messa a gara delle concessioni balneari, obbligatoria secondo la direttiva Bolkestein, ma che l’Italia ha sempre eluso. Bisogna, quindi, che la normativa si inserisca in tempi brevi in un decreto. Il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, ha tuttavia spiegato: «Non serve nessuna proroga perché una norma esiste già, anzi due: una per la proroga al 2033 e un’altra che congela le concessioni causa Covid». Per il leghista si tratterebbe quindi di un «falso problema» e «l’unico messaggio che mi sento di mandare, l’unica cosa certa è che l’estate è tranquilla per tutti, gestori e utenti».

Brunetta: «Nella Pubblica amministrazione si torna alla normalità»

Per quanto riguarda invece la Pubblica amministrazione, il ministro Renato Brunetta ha spiegato così le norme contenute nel decreto proroghe: «Si torna alla normalità. Addio alla soglia minima del 50% per lo smart working. Facciamo tesoro della sperimentazione indotta dalla pandemia e del prezioso lavoro svolto dalla ministra Dadone per introdurre da un lato flessibilità coerente con il riavvio delle attività che stiamo vivendo, dall’altro la piena autonomia organizzativa degli uffici. Un percorso di ritorno alla normalità, in piena sicurezza, concordato con il Cts e compatibile con le esigenze del sistema dei trasporti».

Immagine di copertina: ROBERTO MONALDO

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