L’Inter è campione d’Italia: per i nerazzurri è il 19° Scudetto

Il Sassuolo ferma l’Atalanta e consegna il titolo alla squadra di Conte con quattro giornate di anticipo. Finisce dopo nove anni il dominio della Juventus

L’Inter è campione d’Italia per la 19esima volta nella sua storia. Un titolo che arriva con quattro giornate di Serie A ancora da giocare, grazie al pareggio per 1-1 tra Sassuolo e Atalanta. Con la vittoria di ieri per 2-0 a Crotone, la squadra di Antonio Conte s’era portata a quota 82 punti. L’Atalanta, con il pareggio odierno, si ferma a 69, un distacco incolmabile. Al fischio finale, è esplosa la festa a Milano, con caroselli e fiumi di tifosi in Piazza Duomo. Con questo Scudetto, l’Inter mette fine al dominio finora incontrastato della Juventus, che aveva vinto gli ultimi nove campionati.


Conte: «Fatto qualcosa di straordinario»

Questo campionato, aveva commentato ieri Conte, «è figlio di una crescita costante sotto ogni punto di vista: mentalità, condivisione. Viviamo ogni gara intensamente, sia chi gioca che chi sta in panchina. Complimenti ai ragazzi». «C’era un percorso da fare – aveva aggiunto il tecnico nerazzurro – per essere dei vincenti. Serviva una cultura e dei sacrifici con delle rinunce per fare qualcosa di straordinario. Non tutti ce la fanno. Ho detto che per entrare nella storia bisogna vincere. Altrimenti si resta uno dei tanti».

Dopo gli scudetti alla Juventus, Conte dunque vince anche alla guida dei rivali nerazzurri: «Ho vinto in due situazioni di difficoltà enorme. Io ricordo che fui chiamato alla Juventus dopo la promozione con lo Spezia. La Juve non aveva un indirizzo e una visione. Quando ho iniziato quel percorso ho trovato un presidente tifoso come Agnelli ed è stato fatto qualcosa di straordinario partendo senza favori del pronostico. Abbiamo battuto il Milan e l’Inter del Triplete. Da lì è iniziato un ciclo importante. Con l’Inter ho fatto la scelta più difficile perché in tanti si sarebbero nascosti dietro alla storia, dietro tante cose. Io mi sono messo in discussione perché amo le sfide».

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