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Polemiche contro la libraia di Roma che non vende il libro di Giorgia Meloni: «So’ scelte, mejo pane e cipolla che alimentare questa editoria»

«Non si tratta di censura ma di cosa si vuole comunicare», ha sottolineato la libraia ed ex candidata del Pd al VI Municipio della Capitale

«Una scelta etica». Così Alessandra Laterza, libraia di Tor Bella Monaca ed ex candidata del Partito Democratico al VI Municipio, ha definito la decisione di non esporre sugli scaffali della propria libreria Io sono Giorgia, Le mie radici, le mie idee, autobiografia della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che uscirà il prossimo 11 maggio edita da Rizzoli. Un annuncio fatto pochi giorni fa su Facebook da Laterza stessa: «Io sono una libraia e questo libro non lo vendo! So’ scelte, mejo pane e cipolla, che alimentare questo tipo di editoria… alla lotta e al lavoro, il mio è indipendente!». Un annuncio che ha creato diversi malumori tra chi accusa Laterza di censura e di non dar occasione di confronto e scambio tra punti di vista differenti. 


Ma la proprietaria e fondatrice della libreria Booklet LeTorri, interpellata da RomaToday, ribadisce: «La mia libreria è un luogo di resistenza, di vero servizio sociale. Il mio sentire è diverso da quello di Giorgia Meloni, il sottotitolo fa riferimento alla sua storia, la conosco e proprio per questo non ho intenzione di venderlo. Non si tratta di censura ma di cosa si vuole comunicare». «Le presentazioni in libreria hanno sempre avuto uno scopo educativo, morale e etico – ha aggiunto – e nel pensiero di Meloni non c’è qualcosa che ho piacere di raccontare. Sicuramente avrà altrove la sua visibilità». 


Foto in copertina: Facebook / Alessandra Laterza

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