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L’azzurra Paola Egonu: «Ho amato una donna. Quindi sono lesbica? No, non funziona così. Potrei anche innamorarmi di un ragazzo»

E verso le Olimpiadi di Tokyo: «Io portabandiera? Sarebbe fantastico, un onore pazzesco. Io, di colore, italiana e la bandiera. Sono pronta: facciamola questa rivoluzione»

«Ho ammesso di amare una donna (e lo ridirei, non mi sono mai pentita) e tutti a dire: ecco, la Egonu è lesbica. No, non funziona così. Mi ero innamorata di una collega, ma non significa che non potrei innamorami di un ragazzo, o di un’altra donna». Così, in un’intervista al Corriere della Sera, Paola Egonu una delle “pantere” dell’Imoco Volley Conegliano, attaccante e opposto della nazionale italiana di volley femminile. Di base, le liaison personali «sono fatti miei. Semmai – continua – quello che deve interessare è se gioco bene a volley, non con chi dormo». Al momento Egonu confida di non aver alcuna infatuazione. «Io sono una pazza che si innamora a prima vista, bang, in due secondi. Non sto lì a pensarci, parto come un treno – racconta -. Poi prendo anche i miei bei due di picche, batoste micidiali, però almeno me la vivo al cento per cento, senza rimorsi». Certo, «devo dire che l’idea del grande amore non mi fa impazzire: mi interessa ciò di cui ho bisogno in una certa fase della mia vita, non deve per forza essere per sempre – continua ancora Egonu nella confessione -. Però sono incoerente perché credo che il matrimonio sia un’istituzione fantastica. Boh, forse ho le idee un po’ confuse». 


Egonu verso le Olimpiadi: «Io portabandiera? Sarebbe fantastico: facciamola questa rivoluzione»

Mettendo da parte le questioni personali, Egonu è fresca di vittoria del campionato italiano di volley femminile (dove in finale contro il Novara ha superato il suo stesso record, mettendo a segno 47 punti in un solo match). Conquistata la Champions League femminile di volley, a 99 giorni dalle Olimpiadi di Tokyo, il nome di Paola Egonu pare essere tra quelli in cima alla lista del Coni per portare la bandiera italiana durante la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici. Un’ipotesi che entusiasma la 22enne, tra le migliori pallavoliste in Europa (e nel mondo). Portare il tricolore alle Olimpiadi «sarebbe fantastico, un onore pazzesco, poi potrei morire anche subito! – racconta -. Mi piacerebbe prendermi sulle spalle questa responsabilità, davvero: io, di colore, italiana e la bandiera. L’ignoranza e certe cose del passato hanno bisogno di un taglio netto. Sono pronta. Facciamola, bum, questa rivoluzione!». 


Foto in copertina di repertorio: ANSA / ETTORE FERRARI

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