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È morto Franco Battiato, addio al maestro della musica italiana: aveva 76 anni

Progressivo e progressista, ermetico e sfuggente dal qui e ora, tale da diventare, inevitabilmente, un classico della musica leggera e colonna portante del cantautorato italiano

È morto a 76 anni Franco Battiato. Malato da tempo, il maestro è scomparso nella sua casa di Milo, vicino Catania, dove viveva ormai lontano dalle scene dal 2019. La famiglia dell’artista ha reso noto che le esequie si terranno in forma privata. Nato in provincia di Catania nel 1945, l’ascesa musicale iniziò negli anni Settanta a Milano, grazie a un incontro con Giorgio Gaber e Caterina Caselli. Ermetico radicale e radicato, ricercatore progressivo nel suono così come nelle liriche, tra gli anni Settanta e Ottanta l’influenza musicale di Battiato iniziò a crescere sempre più a livello nazional-popolare, sino a fargli raggiungere l’Olimpo del cantautorato italiano con L’era del cinghiale bianco (1979), Patriots (1980), La voce del padrone (1981), L’arca di Noè (1982), ma anche con Come un cammello in una grondaia (1991) e altre decine di opere.


Opere non solo musicali, ma poetiche, cinematografiche, teatrali e pittoriche. Un artista tanto radicato alla propria terra nella penna, quanto traghettatore nel mare del suono e della melodia. Impossibile quanto ingiusto incastrarlo in un genere specifico, sebbene le sonorità siano state sempre accostate al progressive rock, all’elettronica e alla musica classica e sinfonica. Agli inizi degli anni Novanta collaborò con il poeta e filosofo Manlio Sgalambro, co-autore del testo de La cura, contenuto nell’album L’imboscata (1996), mentre a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila pubblicò la trilogia di Fleurs. Il ritiro definitivo dalle scene venne annunciato nell’agosto 2019, quando venne pubblicato il suo ultimo album Torneremo ancora, una miscellanea di brani del repertorio dell’artista catanese rieditati con nuovi arrangiamenti orchestrali e corali. L’ultima apparizione pubblica di Battiato risale al settembre 2017 proprio a Catania, al Teatro Greco Romano.


I funerali

I funerali del maestro Franco Battiato saranno celebrati domani mattina – mercoledì 19 maggio – in forma strettamente privata e riservata, nella sua villa di Milo. A celebrare la funzione sarà un sacerdote amico dell’artista e della famiglia. Stando a quanto si apprende, la salma sarà cremata e le ceneri saranno poi conservate nella cappella di famiglia.

Il cordoglio della politica

Alla sua scomparsa, i personaggi della politica hanno espresso cordoglio per il Maestro siciliano. Da Giorgia Meloni a Giuseppe Conte, passando per Matteo Salvini, che in passato era stato molto critico nei confronti dell’artista, l’omaggio della classe dirigente a Battiato è stato unanime.  «Ci la lasciato un Maestro. Uno dei più grandi della canzone d’autore italiana. Unico, inimitabile sempre alla ricerca di espressioni artistiche nuove. Lascia una eredità perenne», ha scritto il ministro della Cultura, Dario Franceschini. Cordoglio anche dal Quirinale, con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha voluto ricordare con una breve nota il Maestro: «Profondamente addolorato dalla morte di Franco Battiato, artista colto e raffinato. Con il suo inconfondibile stile musicale, frutto di intenso studio e febbrile sperimentazione, ha affascinato un vasto pubblico, anche al di là dei confini nazionali».

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