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Tragedia sulla funivia Stresa-Mottarone, 14 le vittime: è morto uno dei due bambini rimasti feriti. La procura di Verbania indaga per omicidio colposo

Difficili le operazioni di soccorso: l’incidente è avvenuto a circa 100 metri dalla stazione di arrivo della funivia, in un tratto boscoso e impervio

È morto uno dei due bambini ricoverati al Regina Margherita di Torino per le gravissime lesioni riportate nell’incidente della funivia Stresa-Mottarone. Intubato in rianimazione non è riuscito a sopravvivere alla tragedia avvenuta nella tarda mattinata di oggi 23 maggio, dove altre 13 persone sono rimaste vittime dell’improvviso crollo della cabina turistica. «Per ora procediamo per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose, dobbiamo verificare la fattispecie dei reati di attentato alla sicurezza dei trasporti, anche in base alla natura pubblica o meno dell’impianto», ha dichiarato il procuratore di Verbania Olimpia Bossi, che ha disposto il sequestro dell’intera area. Rimane in gravi condizioni il secondo bambino trasportato in codice rosso con l’eliambulanza nella struttura sanitaria torinese. Arrivato in elicottero all’ospedale infantile regina Margherita di Torino, il bambino avrebbe cinque anni. La piccola vittima sarebbe arrivata cosciente nel capoluogo, nonostante abbia riportato molteplici traumi, tra cui al cranio, al torace e all’addome. Entrambi gli arti inferiori sarebbero fratturati.


Secondo quanto riportato dal tenente colonnello Giorgio Santacroce del nucleo operativo dei carabinieri di Verbania tra le vittime ci sarebbero anche alcuni stranieri, «ma le operazioni di identificazione sono ancora in corso». Sulla cabina piombata al suolo viaggiavano almeno 15 persone. L’incidente è avvenuto nella parte più alta del percorso di 20 minuti che parte dal Lago Maggiore per raggiungere un’altezza di 1.491 metri. Dall’avvocato Pasquale Pantano, difensore della società che gestisce l’impianto invece arrivano le prime dichiarazioni sulla sicurezza della funivia: «I controlli, le verifiche, erano tutte a posto. Poi quel che è accaduto è da verificare», ha detto.


La causa del crollo

È stata la rottura di uno dei cavi portanti della funivia Stresa-Alpino-Mottarone la causa della tragedia. La fune si è spezzata a circa 100 metri dalla vetta del Mottarone. La cabina è precipitata in un tratto boscoso e impervio della montagna, condizione che non rende facili i soccorsi: sul posto stanno lavorando i vigili del fuoco del comando provinciale di Verbania, quelli del distaccamento di Gravellona Toce e di Stresa. In azione anche un elicottero dei vigili del fuoco e due del 118.

Il presidente Mattarella: «Rispettare le norme di sicurezza»

«Il tragico incidente alla funivia Stresa-Mottarone suscita profondo dolore per le vittime e grande apprensione per quanti stanno lottando in queste ore per la vita». A commentare il tragico incidente accaduto nella tarda mattinata di oggi 23 maggio, anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «Esprimo alle famiglie colpite e alle comunità in lutto la partecipazione di tutta l’Italia» ha continuato il presidente invocando un impegno nella messa in sicurezza di tutti i luoghi di vacanza. «A questi sentimenti si affianca il richiamo al rigoroso rispetto di ogni norma di sicurezza per tutte le condizioni che riguardano i trasporti delle persone».

Le reazioni della politica

A commentare il drammatico incidente anche il mondo della politica. «Immenso dolore per la tragedia della funivia Stresa-Mottarone» ha scritto su Twitter la sindaca di Roma Virginia Raggi. «Roma si stringe attorno ai familiari delle vittime e dei feriti» ha concluso. Enrico Giovannini, ministro delle Infrastrutture, ha fatto sapere che il suo ministero ha avviato le procedure per istituire una commissione per accertare le cause dell’accaduto. Il presidente del Consiglio Mario Draghi, poi, ha espresso «il cordoglio di tutto il governo alle famiglie delle vittime, con un pensiero particolare rivolto ai bimbi rimasti gravemente feriti e ai loro familiari». Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha raggiunto intanto il luogo dell’incidente: «Questa giornata ci distrugge», ha detto. Anche dalle istituzioni europee, attraverso le parole del presidente del Consiglio europeo Charles Michel, è arrivato un messaggio di vicinanza alle vittime, augurando «una rapida guarigione ai sopravvissuti».

Il ribaltamento di un camion dei vigili del fuoco

Durante le operazioni di salvataggio, un camion dei pompieri che stava salendo lungo il versante della montagna si è ribaltato, fortunatamente senza causare feriti. La funivia, che parte dalla frazione di Carciano di Stresa, era stata chiusa nel 2014 per lavori di ristrutturazione – costati 4 milioni di euro ed eseguiti dall’azienda Leitner di Vipiteno -, e riaperta il 12 agosto 2016. Dopo la chiusura dell’impianto per le restrizioni imposte dalla pandemia di Coronavirus, la funivia era stata rimessa in funzione lo scorso 24 aprile.

L’ultimo di una serie di incidenti

L’incidente di oggi, 23 maggio 2021, non è il primo che si verifica sulla Stresa-Mottarone. Nel luglio del 2001, l’impianto si bloccò improvvisamente: fu necessario l’intervento di numerose squadre di soccorritori per portare in salvo circa 40 turisti rimasti sospesi nelle cabine. Alla fine degli anni ’90, inoltre, la struttura rimase chiusa per diverso tempo per permettere a tecnici e operai di eseguire complessi lavori di manutenzione.

Video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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