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Il killer di Ardea non era curato da nessuno, dopo l’aggressione alla madre lo dimisero con un calmante

Dopo l’aggressione alla madre i medici non ritennero necessario il tso. E Andrea Pignani non andò mai in cura

Andrea Pignani, l’uomo che domenica 13 giugno ha ucciso a sangue freddo due bambini e un uomo anziano a Colle Romito, ad Ardea, aveva da tempo problemi psichici. Ma non era in cura da nessuno. Eppure che ci fosse qualcosa che non andava nel suo atteggiamento era chiaro anche ai suoi vicini, che, in un colloquio con il Corriere della Sera, hanno raccontato dei dialoghi avuti con lui nei giorni precedenti al triplice omicidio. «Di recente abbiamo avuto un alterco perché seguiva me e mia moglie», racconta uno di loro. «Gli ho chiesto duramente cosa volesse. Mi ha risposto minaccioso: io abito qui, devi stare calmo, stai attento a come parli. Poi – ha aggiunto – l’ho rivisto dopo la strage: fermo davanti casa sua come se nulla fosse». L’unico precedente segnalato alle autorità, comunque, era quello ai danni della madre, che Pignani aveva minacciato con un coltello nel maggio del 2020.


Il medico però nemmeno in quel momento ritenne necessario applicare il Trattamento sanitario obbligatorio (Tso). Dall’ospedale di Ariccia, dove venne portato dopo l’intervento delle autorità e dove fu sottoposto a una visita psichiatrica, se ne andò la mattina dopo con un calmante. Lasciò la struttura in «stato di agitazione, paziente urgente differibile che necessita di trattamento non immediato», scrive il Corriere della Sera, ma senza nessun obbligo di rivolgersi a un centro di igiene mentale. Dopo la morte del padre – la guardia giurata dalla quale avrebbe preso la pistola di servizio, mai più ritrovata – si era isolato dal resto della famiglia. Come ha raccontato la madre, «era disoccupato, era solo, isolato, non aveva amici e non si curava».


Immagine: ANSA/MASSIMO PERCOSSI

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