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La morte del sindacalista Adil Belakhdim non ferma le proteste: nuovi picchetti all’alba. La dinamica della tragedia

L’uomo alla guida del mezzo che ha ucciso il sindacalista si chiama Alessio Spaziano. Il corpo di Adil è finito sulle strisce pedonali dopo essere stato trascinato per metri

Si chiama Alessio Spaziano, ha 25 anni ed è di Caserta l’autista del camion che ha travolto, trascinato e ucciso ieri Adil Belakhdim, sindacalista del SiCobas, durante una manifestazione dei lavoratori della logistica a Biandrate, in provincia di Novara. Ieri i carabinieri l’hanno fermato sull’autostrada e arrestato. «Non si è fermato nemmeno all’alt della polizia. Urlavamo tutti. Ha rischiato di uccidere anche altri operai. Alcuni si sono salvati per miracolo», ha detto uno dei testimoni. Le prime ricostruzioni parlavano di un investimento sulle strisce pedonali, ma i presenti hanno spiegato che il corpo di Adil è finito sulle strisce dopo essere stato trascinato per metri dal camion che l’ha ucciso. In attesa che sia fatta definitivamente luce sulle dinamiche, questa mattina alle 6 è ripreso il picchetto davanti ai cancelli. Anche Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato che la protesta andrà avanti oggi e domani.


Cosa sappiamo della morte del sindacalista di SiCobas e dell’autista del camion che l’ha ucciso

Secondo i racconti dei testimoni erano le 7,25 del mattino quando il presidio dei lavoratori della logistica di SiCobas si è radunato davanti al centro della Lidl di via Guido il Grande. Tra loro c’era Belakhdim, cittadino italiano di origini marocchine e residente a Vizzolo Predabissi. Spaziano – che lavora per un’azienda che trasporta merci per uno dei tanti fornitori della Lidl – stanco di essere bloccato dai manifestanti, ha preso la corsia di entrata e ha accelerato travolgendo il sindacalista, trascinandolo poi per alcuni metri. Poi è fuggito. Quando è arrivato al casello di Novara Ovest ha chiamato il 112 e si è costituito. È stato arrestato con le accuse di omicidio stradale, resistenza (perché non si è fermato all’alt della polizia) e omissione di soccorso. Il fermo è stato convalidato dal Gip e ora attende l’interrogatorio di garanzia nel carcere di Novara. SiCobas su Facebook ha parlato di assassinio e ha puntato il dito contro la Lidl, che ha risposto che il mezzo era di un fornitore terzo e ha garantito «di applicare a tutti i 2.500 lavoratori delle dieci piattaforme logistiche in Italia non il contratto della logistica, ma il Ccnl della distribuzione moderna organizzata, insieme ad un ulteriore contratto integrativo».


La ricostruzione di Polizia e Carabinieri

Spaziano aveva scaricato quattro bancali di frutta e verdura ma doveva consegnarne altri prima di tornare in Campania. la Repubblica racconta oggi che, secondo la ricostruzione di Polizia e Carabinieri, ha imboccato contromano l’entrata per evitare il tappo degli altri mezzi. Si è fermato una prima volta di fronte al picchetto, ha provato a forzarlo mentre i lavoratori battevano le mani sulla carrozzeria. Poi ha ha dato gas ed ha sfondato il presidio. Chi ha potuto si è buttato di lato. Adil non ha fatto in tempo. «È un omicidio di Stato – dice al quotidiano Pape Ndiaye, supervisore SiCobas di Novara, amico di Adil – Non c’è prefettura in Piemonte e in Lombardia a cui non abbiamo bussato. La maggior parte di questi lavoratori sono stranieri, vengono ignorati. È una forma di razzismo istituzionale».

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