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Italia, allarme lavoro: nell’Unione europea nessuno ha così tanti né occupati, né in cerca di un posto

La tendenza è in rialzo sia per gli uomini che per le donne

Il 35,9% delle persone in età lavorativa – quelle tra i 15 e i 64 anni – in Italia non fanno parte della forza lavoro. Ovvero non lavorano e non sono in cerca di un’occupazione. È questa la fotografia che emerge dall’ultimo report di Eurostat che registra come a partire dal 2020 questo trend sia aumentato. Nell’anno che ha visto scoppiare la pandemia da Coronavirus questa quota è aumentata dello 0,5% rispetto al 2019, passando dal 26,6% al 27,1%. Tuttavia, secondo l’indagine di Eurostat, sono diversi i motivi per cui le persone si trovano fuori dalla forza lavoro. Come ad esempio l’iscrizione a un corso di studi, oppure perché si prendono cura di un familiare, sono in pensione, oppure hanno malattia o disabilità. Il dato del 2020 vede una tendenza in rialzo sia per gli uomini che per le donne, dopo un calo nel 2019. Per gli uomini, l’aumento è stato di 0,7%. Mentre per le donne è stato registrato un +0,4%. Tra gli Stati membri è l’Italia il Paese con la percentuale più elevate di persone né occupate e né in cerca di lavoro. Seguono la Croazia (32,9%), la Grecia (32,6%), il Belgio (31,4%) e la Romania (30,8%). Dall’altra parte, il dato più basso è stato registrato in Svezia (17,5%), Paesi Bassi (19,1%), Estonia (20,7%), Germania (20,8%) e Danimarca (21,0%).


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