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Malika si difende sul caso della Mercedes acquistata con la raccolta fondi: «Non era un lusso, ne avevo bisogno»

La 22enne fiorentina cacciata di casa perché lesbica si difende dalle accuse: «Avevo bisogno di un’auto, l’ho comprata di seconda mano»

«Non ho comprato un’auto di lusso a vostre spese». Si difende Malika Chalhy, la 22enne toscana cacciata di casa ad aprile dopo aver confessato alla famiglia di essere omosessuale. Il 30 giugno la ragazza era finita nella bufera per aver raccontato in un’intervista rilasciata a Selvaggia Lucarelli per The Post Internazionale di aver acquistato una Mercedes utilizzando il denaro delle raccolte fondi a lei intestate. Ha poi corretto il tiro scrivendo in un lungo post su Instagram di non essersi approfittata della solidarietà dei suoi sostenitori per acquistare un’auto di lusso: «Sono arrivata a Milano per ricostruire la mia vita, e non avendo l’auto di cui necessitavo per tutti gli impegni sociali e lavorativi ne ho presa una di seconda mano», ha detto facendo riferimento alla Mercedes usata che avrebbe pagato 17 mila euro. «Le cose che sono uscite tra ieri e oggi mi hanno fatto star male perché ricchi di cose non vere e raccontate male, forse con lo scopo di farmi sembrare la persona che non sono». Da un secondo articolo pubblicato da Lucarelli il 1 luglio sempre su The Post Internazionale, è emerso che la 22enne di Castelfiorentino avrebbe comprato anche un cane di razza costato 2.500 euro, un bulldog francese, acquistato in un allevamento di Fiorenzuola grazie ai soldi destinati alla raccolta fondi.


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Immagine di copertina: ANSA/CLAUDIO PERI

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