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Tokyo 2020, la velocista Sha’Carri Richardson è risultata positiva alla cannabis: Olimpiadi a rischio – Il video

L’atleta 21enne ha raccontato di aver fumato marijuana dopo aver appreso della morte di sua madre biologica

«I’m human»: sono state le prime, secche, parole della velocista americana Sha’Carri Richardson dopo la notizia di essere risultata positiva alla marijuana durante le selezioni per le Olimpiadi di Tokyo 2020, dalle quali rischia adesso di essere espulsa. Dopo le indiscrezioni dei media americani, la conferma è arrivata dalla stessa atleta 21enne, considerata la favorita per l’oro dei 100 metri dopo i tempi dei trials Usa, con i quali aveva staccato il biglietto per i giochi. Ad aprile è diventata la sesta donna più veloce al mondo sulla distanza, con il tempo di 10″72, ottenuto in Florida. Dopo le prime indiscrezioni, Richardson aveva twittato appunto un enigmatico «Sono umana», lasciando intendere che l’uso di cannabis era a fini personali, e non di doping. Ma la marijuana è nell’elenco delle sostanze vietate dell’agenzia mondiale antidoping e un risultato positivo può portare a un’esclusione dalle competizioni da un mese a due anni.


«Ho fumato dopo aver saputo della morte di mia madre»

L’atleta, intervenuta in collegamento durante il programma Today show sull’emittente americana NBC, ha spiegato di aver fumato uno spinello «in uno stato psicologico di dolore», dopo aver scoperto da un giornalista che la sua madre biologica era morta. «So cos’ho fatto. So quello che dovrei fare. E ho deciso comunque di fare così», ha detto, spiegando di non voler trovare scuse per l’errore commesso. La conferma della positività al test ha già fatto scattare la sospensione cautelare della Richardson a partire dal 28 giugno per un mese: le gare di atletica a Tokyo iniziano il 30, ora resta quindi da capire cosa decideranno l’Agenzia anti-doping degli Stati Uniti e l’Agenzia mondiale anti-doping.


Video e immagine di copertina: Today show, NBC

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