Gianetti Ruote, i 152 licenziati via Whatsapp: «Traditi dal fondo di private equity»

La storica azienda lombarda era stata acquistata da Quantum nel 2018. Ora gli operai accusano: «Non hanno mai investito, nemmeno ci davano le mascherine»

Sabato 3 luglio 152 operai della Gianetti Ruote sono stati licenziati con un messaggio su Whatsapp. La Gianetti Fad Wheel, azienda di lavorazione metalli di Ceriano Laghetto (Monza), ha annunciato la chiusura dello stabilimento con il conseguente licenziamento di 152 lavoratori. E secondo Pietro Occhiuto, segretario generale della Fiom Cgil Brianza, la decisione è «assolutamente collegata» allo sblocco dei licenziamenti da parte del governo Draghi. La storica azienda lombarda di cerchioni per camion era stata acquistata dal fondo di private equity Quantum nel 2018 con premesse molto diverse: «Gianetti Ruote è una compagnia innovativa. La aiuteremo a sfruttare il potenziale di sviluppo».


Gianetti Ruote, i 152 licenziati via Whatsapp

La Repubblica racconta oggi che i conti del gruppo – che è fornitore di Man, Iveco, Volvo e Harley Davidson – erano in rosso anche prima della pandemia. Ma il fondo tedesco non ha investito nulla in tre anni, secondo gli operai. «Hanno comprato i tappi e i guanti per lavorare e basta», sostengono. E le relazioni industriali sono state da subito complicate. Insofferenza per i sindacati («Ci hanno costretto a fare l’ultima assemblea all’aperto sotto il ponte della ferrovia», spiega Macaluso), ferie e ore di permesso – anche per il vaccino – trasformate in Cassa Covid («Ci arrivano assegni Inps di quattro euro!»). Quando è scoppiata la pandemia «ci hanno detto che non ci fornivano mascherine perché indossarle era terrorismo psicologico – raccontano allo stabilimento -. Poi quando un collega si è ammalato è stata l’Ats a costringerli a garantirci i presidi sanitari».


Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil hanno chiesto al ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti e al ministro del Lavoro Andrea Orlando, un incontro urgente. I sindacati auspicano che siano presenti al tavolo la Regione Lombardia, la società Gianetti Ruote e Assolombarda in quanto azienda a loro associata, «al fine di ritirare la procedura di licenziamento collettivo, riprendendo l’attività lavorativa, e avviare un percorso condiviso, utile ad individuare soluzioni industriali positive».

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