Italia-Inghilterra, gli Azzurri in ginocchio e le formazioni. E il rigore diventa un caso

Oggi l’ultimo giorno di allenamento a Coverciano: Mancini ha un dubbio sul centravanti. Intanto il penalty finisce sotto accusa anche Oltremanica

La finale di Euro 2020 Italia-Inghilterra si giocherà a Wembley domenica 11 luglio e per gli Azzurri è già partito il toto-formazione. Oggi è infatti l’ultimo giorno di allenamento a Coverciano per la Nazionale, che domani partirà per Londra. E tiene banco la scelta degli undici uomini che scenderanno in campo al momento del fischio di inizio. E che si inginocchieranno come è successo in occasione di Italia-Belgio, visto che i Leoni, insieme al Galles sono state tra le prime rappresentanti a scegliere di seguire la pratica del taking the knee contro il razzismo e per solidarietà a Black Lives Matters. Intanto, dopo l’apertura di un’indagine da parte dell’Uefa, il rigore generoso dato agli inglesi contro la Danimarca diventa un caso.


Italia-Inghilterra, gli azzurri in ginocchio e le formazioni

Secondo La Stampa il commissario tecnico Roberto Mancini ha già scelto, di fatto, la formazione titolare per la finale di domenica: in campo dovrebbero cominciare gli stessi undici che hanno superato la Spagna. Ovvero Donnarumma, Di Lorenzo, Bonucci, Chiellini, Emerson Palmieri, Barella, Jorginho, Verratti, Chiesa, Immobile e Insigne. Per il Corriere della Sera invece c’è ancora qualche ballottaggio, in particolare sulla scelta del centravanti: le prestazioni di Immobile non sono state eccezionali e c’è anche il fattore stanchezza da considerare. Per questo Mancini potrebbe dare una chance a Belotti ma c’è anche l’ipotesi del falso nueve: Insigne al centro con Bernardeschi o Berardi insieme a Chiesa.


E questo perché la difesa è il punto forte dell’avversario, visto che a parte Pickford ci sono Maguire e Stones che in questo Europeo sono apparsi insormontabili. Ma hanno un difetto: sono lenti. Per questo, spiega il quotidiano, Mancini ha capito che per fargli del male bisognerà allungare la squadra inglese, scoprire la linea a quattro e colpirla in velocità. Un’analisi condivisa da Fabio Capello, che ha allenato i Leoni e, soprattutto, è l’autore del gol che ha permesso all’Italia di battere per la prima volta l’Inghilterra a Wembley nel 1973. «La chiave è giocare veloci, far girar palla a centrocampo rapidamente. Loro il possesso palla lo soffrono», dice oggi Don Fabio a la Repubblica, dicendosi però non troppo convinto dell’ipotesi di cambiare modulo: «Loro vengono ad aggredirti uomo su uomo, la soluzione di un falso nove puoi provarla a partita in corso. Ma credo che l’Italia debba puntare su un centravanti di ruolo. L’identità di questa squadra prevede di giocare con una punta vera, ma non mi fate fare nomi».

Il rigore di Inghilterra-Danimarca e l’arbitro Kuipers

Intanto il rigore concesso agli inglesi contro la Danimarca diventa un caso. Mark Hateley, vecchia conoscenza dei tifosi del Milan, in un colloquio con il Corriere della Sera ha una teoria molto particolare su quello che è successo: «Se l’arbitro non avesse fischiato il rigore, credo che nessuno l’avrebbe controllato alla Var. Ma poiché l’ha assegnato, perché dal suo angolo visuale ha visto un tocco molto-molto-molto leggero, allora credo che la Var abbia voluto salvare la sua scelta, per togliergli pressione». Secondo l’ex centravanti «l’Italia ha dovuto affrontare partite più difficili e può essere mentalmente e fisicamente più stanca. E in questo l’Inghilterra forse ha una carta in più». Ovvero la panchina, che «può fare la differenza, l’abbiamo visto con la Danimarca: è una questione di equilibri, che durante la partita cambiano, ma la formazione finale era quasi più forte di quella titolare. Southgate ha a disposizione giocatori potenti, creativi, coraggiosi, che possono cambiare faccia alla finale».

Il quotidiano segnala però che a parte Hateley e lo stesso Sterling, che ha provato a difendersi sostenendo di essere stato toccato, anche oltremanica il giudizio sul penalty è pressoché unanime: «Non penso assolutamente fosse rigore — ha detto Roy Keane, ex bandiera del Manchester United —. È un penalty molto soft». Così come Gary Neville: «Se fossimo stati eliminati con un rigore del genere, ora saremmo assolutamente devastati». Ancora più netto il Telegraph: «Abbiamo vinto con un rigore inventato». Chiude l’ex tecnico dell’Arsenal Arsene Wenger: «Per me non c’era nessun rigore». Forse per evitare altri problemi, conclude il Corriere, il designatore Rosetti ha scelto l’olandese Bjorn Kuipers per arbitrare la finale: è proprietario di una catena di supermercati, ha un patrimonio di 12 milioni di euro. Di certo non ha bisogno di soldi per arbitrare.

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