Haiti, un commando di 26 colombiani e due americani ha ucciso il presidente Moïse

Il comandante della polizia Leon Charles ha precisato che gli arrestati sono ritenuti gli esecutori dell’omicidio, senza specificare movente e mandanti dell’attentato

La polizia di Haiti ha accusato un commando di 28 persone composto da 26 colombiani e due haitiano-statunitensi dell’omicidio del presidente Jovenel Moïse. Fra questi, tre sono stati uccisi nel corso delle operazioni di indagine e 17 sono stati arrestati. Gli altri otto sono attualmente latitanti. Il comandante della polizia Leon Charles ha precisato che gli arrestati sono ritenuti gli esecutori dell’omicidio, senza specificare movente e mandanti dell’attentato. Ieri erano stati arrestati due componenti del commando, mentre il primo rapporto della polizia sull’omicidio aveva fatto sapere che Moïse era stato ucciso con 12 colpi d’arma da fuoco e il suo ufficio era stato saccheggiato.


Un commando di colombiani e americani ha ucciso il presidente Jovenel Moïse secondo la polizia di Haiti

Taiwan ha annunciato che 11 persone sospettate dell’assassinio del presidente haitiano Jovenel Moise sono state arrestate dalla polizia di Haiti nel perimetro dell’ambasciata di Taiwan a Port-au-Prince, dove si erano nascosti. L’Afp scrive che almeno sei delle persone coinvolte nell’omicidio del presidente sono membri dell’esercito colombiano in ritiro. Si tratta di quattro ex soldati semplici e due ex sottufficiali. La first lady Martine Moïse, ferita nella sparatoria, rimane tuttora sotto osservazione al Baptist Hospital in condizioni critiche. Il giudice di Pétion-Vill, Carl Henry Destin, ha raccontato che sul cadavere del capo dello Stato sono stati trovati 12 fori di entrata di proiettili. L’ufficio e la camera da letto del Presidente sono stati completamente saccheggiati mentre il corpo trovato sulla scena dell’attentato è apparso «disteso sulla schiena».


Il presidente haitiano è stato trovato con la bocca aperta e «l’occhio sinistro sfondato». Il giudice Destin ha poi aggiunto: «Abbiamo visto l’impatto di un proiettile in mezzo alla fronte, mentre altri proiettili di grosso calibro (9 mm) sono entrati all’altezza del petto, delle anche e dell’addome». Secondo il primo rapporto della magistratura durante l’attacco la figlia del presidente Moïse, Jomarlie Jovenel Moïse, è riuscita a nascondersi nella camera da letto di suo fratello, mentre due membri del personale di servizio sono stati immobilizzati senza subire danni. Destin ha infine segnalato che fra la guardiola all’ingresso della residenza e l’interno dell’appartamento presidenziale sono stati raccolti molti bossoli di calibro 5,56 e 7,62.

Ignoti i mandanti, l’indagine sui responsabili della sicurezza

Restano ignoti i mandanti dell’omicidio, ma alla Bbc il premier ad interim Claude Joseph ha detto che il presidente potrebbe essere stato fatto fuori perché combatteva contro “gli oligarchi” nel Paese. Il governo di Bogotà ha assicurato che collaborerà nelle indagini con le autorità di Port au Prince, mentre il dipartimento di Stato americano non ha ancora confermato il coinvolgimento dei suoi connazionali. La magistratura intanto indaga anche su due alti funzionari del corpo di sicurezza di Jovenel Moïse.
Dimitri Herald e Civil Jean Aguel, membri dello Usp (Unité securité presidentiel) saranno interrogati nei prossimi giorni. Durante l’attacco nessun agente preposto alla sicurezza del presidente è rimasto ferito o ucciso. I due saranno auditi il 13 e il 14 luglio.

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