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«Ho deluso tutti ma il vostro odio non mi spezzerà»: Saka rompe il silenzio e risponde agli insulti razzisti dopo la finale di Euro 2020

L’appello del giocatore alle piattaforme social: «Non voglio che nessun bambino o adulto riceva i messaggi di odio che io, Rashford e Sancho abbiamo ricevuto in questi giorni»

«Sono stato lontano dai social per qualche giorno, per passare del tempo con la mia famiglia e riflettere sulle ultime settimane. Questo messaggio non potrà descrivere a pieno quanto io sia grato per tutto l’amore ricevuto. Per questo, sento l’esigenza di ringraziare tutti quelli che mi hanno supportato». Inizia così la lettera di Bukayo Saka, esterno della nazionale inglese e autore del decisivo e fatidico errore durante i rigori nella finale dell’Europeo contro gli Azzurri, nonché vittima di insulti razzisti assieme ai compagni di squadra Rashford e Sancho. «È stato un onore per me far parte della squadra dell’Inghilterra, e i miei compagni rimarranno miei fratelli per tutta la vita. Sono grato per tutto quello che ho imparato da ognuno dei giocatori e dei membri dello staff con cui ho lavorato duramente. Aiutare la squadra a raggiungere la sua prima finale in 55 anni – prosegue Saka – vedere la mia famiglia nel pubblico, sapere a cosa hanno rinunciato per aiutarmi ad arrivare lì, questo significa tutto per me».


«Non permetterò che l’odio e gli insulti mi spezzino»

Nel post, l’ala dell’Arsenal e della nazionale dei Tre Leoni non cela l’amarezza per quanto accaduto durante la finale: «Non ci sono parole per descrivere la mia delusione per il risultato e l’amarezza per il mio rigore. Ero certo che avremmo vinto la partita per tutti voi. Sono dispiaciuto, ma giuro che daremo tutto quello che abbiamo per essere sicuri che la nostra generazione scopra cosa si prova a vincere. La mia reazione a fine partita dice tutto, soffrivo molto e mi sentivo di aver deluso tutti». Ma Saka, vittima assieme ai compagni di squadra Marcus Rashford e Jadon Sancho di pesanti insulti razzisti da parte dei tifosi inglesi, non si abbatte. E anzi, risponde chiaramente a quanti pensano di denigrarlo per un rigore sbagliato, ma soprattutto per le sue origini: «Non permetterò che quel momento, o la gli insulti che ho ricevuto questa settimana mi spezzino. Sono molto grato a chi ha portato avanti una campagna in mio nome e a chi mi ha mandato lettere cariche d’affetto, facendo i migliori auguri a me e alla mia famiglia. Questo è quello che dovrebbe essere il calcio. Passione per persone di ogni genere, religione e cultura, che si riuniscono in una gioia condivisa sulle montagne russe del calcio».


L’appello di Saka alle piattaforme social

E infine, il numero 25 della nazionale inglese lancia un appello alle piattaforme social, tra cui Instagram, Twitter e Facebook, che non sono riuscite a gestire l’ingente flusso di insulti razzisti e di attacchi d’odio verso il giocatore e i suoi compagni. «Non voglio che nessun bambino o adulto riceva i messaggi di odio che io, Rashford e Sancho abbiamo ricevuto in questi giorni. Questa è la triste realtà che le vostre potenti piattaforme non stanno fermando – sottolinea Saka -. Non c’è posto per il razzismo, né per forme d’odio di qualsiasi genere né nel calcio, né nella società civile». «La maggior parte delle persone si riunisce per condannare questi messaggi avviando azioni e segnalando questi commenti alla polizia. Solo scacciando l’odio con gentilezza vinceremo. L’amore vince sempre».

Il supporto della nazionale inglese

La lettera è stata successivamente ricondivisa sui canali social della nazionale inglese, con un messaggio di incoraggiamento e supporto: «Dovresti essere fiero di ciò che hai fatto in questa incredibile estate, Buyako. Non fermarti a quanto successo la scorsa domenica, non definisce chi sei né chi sarai. Ti attende un grandioso futuro. Continua ad andare avanti a testa alta, sempre».

Foto in copertina: EPA/Carl Recine

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