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Riaprono le terapie intensive nelle regioni più a rischio: tra i nuovi ricoverati quasi nessuno è vaccinato

In Sicilia sette ricoverati su 10 hanno detto no al vaccino, stessa situazione nelle intensive della Regione Marche in cui 10 pazienti su 11 sono no vax. Non meglio in Veneto dove le rianimazioni riaprono dopo mesi di chiusura

Con la diffusione della variante Delta nella maggior parte delle Regioni italiane, Covid-19 torna a visitare gli ospedali. Le terapie intensive ricominciano ad accogliere soggetti giovani e positivi, con un rialzo dei contagi che fa tremare alcuni territori più di altri. Tra questi la Regione Sicilia e le Marche, che insieme ad Abruzzo e Campania, rischiano un possibile ritorno alla zona gialla. A preoccupare è anche il Veneto, che nelle ultime 24 ore ha registrato un boom di contagi di oltre 300 positivi. I dati dei ricoveri restano ben al di sotto delle soglie pericolose, ma quello che i medici tornano ora a segnalare è un dato di terapia intensive nuovamente visitate da infetti. Chi sono i positivi che nel bel mezzo di una campagna vaccinale contro Covid-19 finiscono nei reparti di rianimazione? A fornire un identikit dei pazienti sono proprio le aziende sanitarie delle Regioni alle prese con il rialzo della curva. Dalle cartelle cliniche dei positivi ricoverati nelle ultime settimane, emerge un unico e fondamentale elemento in comune: la non avvenuta vaccinazione contro Covid-19.


In Sicilia: 7 malati gravi su 10 non sono vaccinati

Con 353 nuovi contagiati in un solo giorno e un tasso di positività salito dal 2,4% al 2,9%, la Sicilia si attesta tra le Regioni d’Italia più a rischio di tornare alle misure restrittive della zona gialla. Alla luce degli ultimi dati, è il report dell’Assessorato alla Salute a far chiarezza su chi siano i contagiati con sintomi gravi che negli ultimi giorni hanno ricominciato a popolare terapie intensive e aree mediche. Viene fuori così che più del 70% dei ricoverati negli ospedali siciliani non è vaccinato contro Covid-19, circa 85 persone su 120. In particolare nelle terapie intensive, dei 15 pazienti presi in esame al momento dell’analisi: 10 risultano non vaccinati, 4 hanno ricevuto la prima dose e soltanto 1 risulta totalmente immunizzato. «I numeri sono più duri delle chiacchiere», si è lamentato l’assessore alla Salute Sicilia Ruggero Razza su Facebook, «il 70% di ricoverati NON vaccinati è più di un motivo per superare dubbi legittimi. È l’unica barriera che possiamo alzare. Più dei contagi mi preoccupa la retorica di chi spera di raggiungere l’immunità di gregge con il vaccino degli altri».


Intanto la campagna vaccinale regionale procede a stento. Solo il 41,53% dei potenziali beneficiari è vaccinata, con una falla importante soprattutto tra le fasce più giovani di popolazione. Per la fascia 60-69 anni si parla di un 54,91% di vaccinati, per quella dai 50 ai 59 anni il 49,53%. Si procede poi con cifre sempre più basse: solo il 36,61% degli over 40 in Sicilia ha detto sì al vaccino, il 23,98% per la categoria 30-39 anni, il 21,46% per la fascia 20- 29. Intanto il bollettino aggiornato alle ultime 24 ore ha registrato non solo l’aumento già citato dei casi, ma anche quello dei ricoveri con 140 persone in regime ordinario e 21 posti letto occupati in rianimazione.

ASSESSORATO ALLA SALUTE SICILIA | Ricoverati per Covid in Regione e rispettive vaccinazioni

Nelle Marche: 10 no vax su 11 ricoverati

Il bollettino unificato della Regione Marche non lascia troppi dubbi sull’identità dei ricoverati degli ultimi giorni negli ospedali delle quattro province. I 2 pazienti accolti dal reparto di terapia intensiva dell’azienda sanitaria riunita Marche Nord risultano non vaccinati contro Covid-19, così come i 9 casi positivi che hanno avuto bisogno di un ricovero ordinario tra le strutture di Fermo, Pesaro e Ancona. Come spesso verificato anche in tempi di curve epidemiologiche molto più alte, la presenza di patologie pregresse sembra essere un altro costante punto in comune tra tutti i casi: ipertensione, carcinoma, asma, sono alcuni dei problemi avuti in passato dai pazienti attualmente ricoverati. Intanto i casi continuano ad aumentare con 60 nuovi positivi registrati in 24 ore. Anche il territorio del presidente Acquaroli è tra i più citati per il rischio zona gialla, ma lo stesso governatore rassicura: «Solo forte terrorismo mediatico».

In Veneto: le intensive riaprono per i no vax

Il Veneto ormai da giorni è alle prese con una crescita esponenziale di contagi. Il numero di nuovi positivi registrato nelle ultime 24 ore è di 318 casi, con la provincia di Verona che si classifica tra le zone più colpite in assoluto: 117 contagi in 24 ore. Ed è proprio nel veronese che le quattro persone ricoverate in intensiva con sintomi gravi sono risultate non vaccinate contro Covid-19. Ancora una volta dunque il rifiuto della somministrazione appare come dato comune delle cartelle cliniche. Un aspetto che preoccupa i medici e che, dopo più di un mese di chiusura per assenza di casi, si aggiunge alla progressiva riapertura sul territorio regionale di reparti Covid.

«Nell’ultima settimana abbiamo avuto una recrudescenza di casi Covid e purtroppo quattro malati sono stati ricoverati in terapia intensiva» racconta il primario della Rianimazione di Borgo Trento, dottor Enrico Polati. «Sono tutti in età relativamente giovane» continua il medico, «e, per un motivo o per l’altro, non immunizzati». A Treviso la situazione non cambia: la rianimazione dell’Ospedale Ca’ Foncello, eccellenza nella cura delle malattie infettive, ha accolto nelle ultime ore due pazienti di 71 e 85 anni, entrambe non vaccinati. I medici hanno descritto la fonte di contagio di uno dei due: la figlia, anch’essa convinta no vax.

REGIONE VENETO | Report regionale del 15 luglio

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