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La sprinter bielorussa Tsymanouskaya è al sicuro: in fuga da Tokyo (e Lukashenko), asilo dalla Polonia

La specialista dei 200 metri ha lasciato il Giappone dopo che domenica il comitato bielorusso aveva provato a rimpatriarla a Minsk a seguito di critiche rivolte allo staff tecnico della nazionale

Dopo essere stata salvata dal comitato olimpico internazionale e grazie all’intervento della autorità giapponesi, la sprinter bielorussa Krystsina Tsymanouskaya è partita oggi dall’aeroporto di Tokyo per Vienna dove farà scalo prima di raggiungere la Polonia. Il percorso di viaggio è stato scelto per evitare lo spazio aereo russo, e la possibilità che il governo di Minsk dirotti il suo aereo come successo a maggio con il giornalista Roman Protasevich. L’atleta, specialista dei 200 metri, avrebbe dovuto essere rimpatriata forzatamente in Bielorussia dopo un video in cui ai Giochi olimpici ha criticato lo staff tecnico della nazionale. Domenica, Tsymanouskaya era stata portata in aeroporto per essere rimpatriata a Minsk. Ma, l’intervento diretto del ministero degli Esteri giapponese e del Cio ha impedito l’imbarco dell’atleta. Varsavia le ha così concesso un visto umanitario.


In un primo momento, si era ipotizzato che la 24enne avrebbe preso un volo diretto Tokyo-Varsavia, ma poi all’ultimo momento ha cambiato rotta, imbarcandosi su un aereo per Vienna. La velocista non ha rilasciato alcuna dichiarazione alla stampa prima della sua partenza. Da lunedì era rinchiusa all’ambasciata polacca a Tokyo, senza parlare con i media. Nella mattina giapponese l’atleta ha lasciato l’ambasciata in un’auto con i vetri oscurati. Per motivi di sicurezza, le autorità polacche non hanno voluto fornire alcuna informazione in anticipo sulla sua partenza da Tokyo. Il Cio ha avviato un’indagine ufficiale sulla questione. Il portavoce, Mark Adams, ha detto che lo stesso Cio ha ricevuto un rapporto dal Comitato olimpico bielorusso che è «in fase di valutazione». Il Cio ha aperto una commissione disciplinare «per accertare i fatti».


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