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Kabul verso l’assedio, i talebani entrano a Mazar-i-Sharif: cade anche la strategica città nel nord

Il presidente Ashraf Ghani ha mobilitato le forze armate perché combattano fino all’ultimo per difendere la capitale

Kabul si prepara allo stato di assedio, con le milizie talebane arrivate ormai a pochi chilometri dalla capitale. Mentre a nord, i talebani sono riusciti a entrare nella strategica città di Mazar-i-Sharif, vicina al confine uzbeko. La città era l’ultimo bastione del leader dell’ex governatore della provincia di Balk, Ata Mohammad, e centro fondamentale per l’alleanza anti talebana del nord. Mohammad sarebbe quindi fuggito in Uzbekistan, al generale Rashid Dostum, ex comandante delle truppe afgane-uzbeke.


Ghani mobilita le forze armate

Il presidente dell’Afghanistan Ashraf Ghani ha annunciato che sono in corso «consultazioni rapide» per mettere fine all’avanzata che da giorni sta piegando l’esercito nazionale. In un discorso alla nazionale, Ghani ha detto che la «rimobilitazione» delle forze armate afghane è una «priorità assoluta. Nella situazione attuale, la rimobilitazione delle nostre forze di sicurezza e di difesa è la massima priorità e seri passi vengono presi in questo senso». In queste ore convulse, l’ambasciata degli Stati Uniti a Kabul in Afghanistan ha dato ordine di distruggere i documenti «sensibili» e tutto il materiale che «potrebbe essere utilizzato a fini di propaganda». Lo fa sapere la Cnn, che cita un avviso della direzione inviato già da venerdì al personale dopo l’inizio dell’avanzata dei Talebani nel paese. Intanto secondo Nicola Careem della Bbc gli “studenti di religione” sono arrivati a Maidan Shahr, dove sono in corso grandi combattimenti vicino al complesso del governatore. La cittadina è la porta per arrivare nella Capitale e già stamattina potrebbe arrivare l’annuncio della presa della città.


Twitter/Agenzia Vista | I talebani occupano il palazzo del governatore di Ghazni

I talebani alle porte di Kabul

Nel documento lo staff dell’ambasciata afferma che le strutture devono garantire supporto quotidiano all’attività di distruzione dei documenti e invita il personale a «ridurre il quantitativo di materiale sensibile», compresi documenti cartacei e digitali, includendo materiale «con il logo dell’ambasciata o di agenzie, bandiere americane». La nota contiene indicazioni per procedere con la distruzione dei documenti, consigliando l’utilizzo di un inceneritore e un compattatore. Il Dipartimento di Stato ha confermato quella che viene descritta come una procedura standard in riferimento alla riduzione di personale «nelle rappresentanze diplomatiche nel mondo». Il memorandum interno dispone anche la distruzione delle bandiere americane.

Intanto stanno arrivando a Kabul le truppe statunitensi con il compito di aiutare personale diplomatico e altri americani a lasciare il Paese. Finora più di 250.000 persone sono state costrette a lasciare le loro case e molti di loro si sono concentrati a Kabul, nei parchi o in alloggi di fortuna. Una fonte diplomatica ha riferito nelle scorse ore alla Cnn di una valutazione dell’intelligence che ha indicato che la capitale afghana potrebbe essere “isolata” dai Talebani entro la settimana e ha sottolineato che questo non significa comunque che gli insorti entreranno nella città. Dopo giorni segnati dall’avanzata dei Talebani, il movimento controlla attualmente la metà dei capoluoghi di provincia dell’Afghanistan.

Disposto il volo di rientro per gli italiani a Kabul

Intanto, l’ambasciata italiana a Kabul ha inviato una mail a tutti i connazionali in Afghanistan lanciando un appello a rientrare. «Facendo seguito agli inviti formulati a lasciare il Paese», è quanto scritto nel testo della mail, «visto il grave deterioramento delle condizioni di sicurezza, viene messo a disposizione dei cittadini italiani un volo dell’Aereonautica militare nella giornata di domani 15 agosto alle ore 21.30 circa dall’aeroporto di Kabul». L’ambasciata invita dunque «a lasciare il Paese» sfruttando questo ponte aereo.

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