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Napoli accoglie gli afghani in fuga: passeranno la quarantena in un Covid Hotel

La Regione sta definendo il piano di accoglienza dei rifugiati che hanno collaborato con gli italiani nel Paese. Appoggio dei sindaci e delle associazioni per lo sviluppo dei corridoi umanitari

Da oggi già una decina di persone saranno ospitate presso il Covid Residence di Ponticelli, a Napoli. Sarà proprio la struttura, convertita dallo scorso ottobre per ospitare i contagiati dal Covid, a ospitare i rifugiati provenienti dall’Afghanistan durante il periodo obbligatorio di quarantena imposto dai protocolli anti contagio. La decisione arriva dopo l’accordo tra i vertici regionali campani e il Viminale, che nella giornata di ieri aveva diramato una circolare per organizzare i piani di accoglienza e distribuzione delle persone in arrivo sul territorio nazionale.


Il piano della prefettura

Dopo le comunicazioni dal ministero degli Interni il prefetto di Napoli Marco Valentini ha convocato un tavolo dove parteciperanno i cinque prefetti dei capoluoghi della Campania. Lo stesso Covid Residence, che sorge a pochi passi dall’Ospedale del Mare, potrebbe diventare un punto di riferimento per l’accoglienza se questa si allargherà anche ad altri civili: al momento, infatti, è circoscritta ai soli collaboratori degli italiani nel Paese mediorientale. Per i rifugiati saranno predisposti il terzo e il quarto piano dell’edificio, per un totale di 42 stanze a uso singolo. «La Campania, con la Protezione Civile regionale e le proprie strutture sanitarie», si legge in una nota diffusa da Palazzo Santa Lucia, «ha dato la disponibilità al governo all’accoglienza di cooperanti e collaboratori della missione italiana in Afghanistan, provenienti da Kabul attraverso il ponte aereo in corso. Al loro arrivo a Roma», prosegue la comunicazione della Regione Campania, «saranno trasferiti secondo necessità anche in Campania per il periodo di dieci giorni di quarantena previsto per quanti risultano negativi al tampone».


La mobilitazione in città

Con l’escalation e l’instaurazione del nuovo regime talebano in Afghanistan, in tutta la città di Napoli sono partite iniziative e progetti di supporto alla popolazione che sta lasciando il Paese. A livello politico e istituzionale la disponibilità dei sindaci espressa dal presidente dell’Anci Campania Carlo Marino evidenzia l’impegno sul territorio. Come nel caso del primo cittadino di San Giorgio a Cremano, Giorgio Zinno che ha annunciato ai propri concittadini che il Comune è pronto «all’inserimento dei collaboratori di missioni italiane in questo progetto, dando una accoglienza adeguata per i rifugiati afghani, al momento senza costi aggiuntivi per le finanze pubbliche. Il nostro progetto», continua Zinno, «già in passato ha ospitato ex collaboratori afghani delle forze armate italiane, sarà questo un ulteriore passo per garantire nel prossimo futuro accoglienza e integrazione a donne e uomini in queste ore in fuga dal loro Paese».

Anche realtà e organizzazioni locali si stanno adoperano per garantire una tutela dei rifugiati afgani a Napoli. L’associazione “3 Febbraio”, per esempio, ha lanciato l’appello a «tutte le persone di buona volontà e tutte le realtà solidali» con lo scopo di «unirsi per i corridoi umanitari». In questa ottica è arrivato anche l’appoggio di parte della politica partenopea con i consiglieri regionali del Pd, Bruna Fiola e Massimiliano Manfredi, che hanno presentato una mozione in Consiglio regionale per «chiedere l’attivazione di corridoi umanitari e coinvolgere le Comunità locali nel percorso di eventuale accoglienza, sostenendo la proposta formulata da Anci Campania».

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