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Le attiviste di Pangea sono state picchiate dai talebani in Afghanistan: «Straziante vedere le foto con i lividi»

La denuncia via social dei volontari della Ong milanese fondata nel 2002 che opera nel Paese per favorire lo sviluppo socio-economico delle donne

In Afghanistan continua la repressione nei confronti di persone impegnate in progetti umanitari nel Paese. L’ultimo caso arriva da Kabul, dove le attiviste della Ong milanese Pangea, nata 2002 per favorire lo sviluppo economico e sociale delle donne afgane, sono state picchiate da alcuni fondamentalisti talebani. La denuncia arriva dalla stessa associazione tramite un post pubblicato su Instagram dove sono mostrati i lividi subiti in seguito al pestaggio.


La violenza

«Vedere le foto con i loro lividi è stato straziante», scrivono le attiviste nelle storie del proprio profilo social, spiegando che «i bambini hanno assistito a scene di violenza inaudita e sono molto spaventati». Nel corso delle ore la squadra impegnata nelle operazioni di evacuazione della popolazione dal Paese ha informato del miglioramento della situazione per loro e i civili che assistono, spiegando come siano riusciti ad attraversare i controlli allo scalo della capitale. «Avevamo bisogno di un lasciapassare per le donne di Kabul e le loro famiglie, di un segno che permettesse la loro identificazione immediata da parte dei militari italiani all’entrata dell’aeroporto di Kabul, prima dei controlli più approfonditi.», spiegano dalla Ong in un messaggio successivo. «Non ci abbiamo pensato un secondo: una “P” sul palmo della mano. La “P” di Pangea è diventata lasciapassare verso la salvezza, verso una nuova vita. Siamo sempre orgogliosi di essere Pangea. Alcuni giorni lo siamo di più. Siatelo anche voi che stanotte le avete salvate insieme a noi. Ora continuiamo, c’è ancora tanto da fare».


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