Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

A Conte non piacciono più i decreti sicurezza del governo Conte: «Hanno messo per strada decine di migliaia di migranti»

Cambia definitivamente idea l’ex premier Conte sui decreti approvati durante i suoi governi

«I decreti sicurezza hanno messo per strada decine di migliaia di migranti dispersi per periferie e campagne. L’eliminazione della protezione umanitaria ha impedito a molti migranti di entrare nel sistema di accoglienza e ad altri di farli uscire in quanto non aventi più titolo con il risultato che migliaia di migranti sono diventati invisibili. Salvini, da ministro dell’Interno, sui rimpatri e sull’immigrazione ha fallito». Sono durissime le parole usate oggi, in un’intervista al Corriere della Sera, dall’ex premier Giuseppe Conte che, in un colpo solo, demolisce da una parte il leader della Lega Matteo Salvini, dall’altra i decreti di sicurezza approvati sotto il governo Conte I. «Quando (Salvini, ndr) era un mio ministro, cercai di fargli capire che un problema così complesso non si affronta con demagogia, facendo la voce grossa in tv, sui giornali e sui social. Gli chiesi, senza successo, di migliorare il sistema dei rimpatri ma non ci riuscì pur avendo i pieni poteri di ministro. Avrebbe dovuto lavorare con costanza nella cornice europea dove non è mai stato troppo presente», continua l’ex premier.


Quando Conte diceva «di non aver cambiato idea» sulla sicurezza

ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI | Giuseppe Conte e Matteo Salvini

Difficile ignorare però che i decreti sicurezza furono approvati nel 2018 nel primo governo Conte, sostenuto da Lega e M5s. Fortemente voluti da Matteo Salvini, non furono nemmeno troppo osteggiati dall’allora premier che in conferenza stampa ostentava sorrisi di intesa con l’allora ministro dell’Interno. È anche vero che il successivo governo, sempre guidato da Conte ma stavolta sostenuto dal Pd e dal M5s, smantellò parzialmente i decreti sicurezza, ammorbidendoli. Ora, però, arriva la retromarcia finale di Conte. E pensare che nell’ottobre 2020 diceva di «non aver cambiato idea» sul tema della sicurezza. Ora, invece, torna alla carica, più forte che mai, forse per rispondere alle critiche ferocissime di Salvini contro l’attuale ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, sostenuta anche dal M5s.


Foto in copertina di repertorio: ANSA

Leggi anche: